Quando si strappa il velo che copre l’erotismo

Nell’Islam aumentano le donne che scrivono di sesso. Ma sempre di nascosto e per essere lette in Occidente

Letteratura libertina, romanzi erotici a firma femminile. In Occidente ormai significano veramente poco. Essendo ormai trasgredito tutto il trasgredibile, essendo già passato il tempo delle grandi autrici che legavano bella scrittura a temi «forti» - giusto come esempio: Anaïs Nin, Marguerite Duras e Pauline Réage (alias Anne Desclos) - quello che ci resta è soprattutto cattiva prosa, che cerca tiratura a mezzo di pagine esplicitamente, e inutilmente, hard.
Nell’ambito dei Paesi islamici la situazione è radicalmente diversa. Lì libertà sessuale e condizione della donna si intrecciano ancora strettamente. Ci sono comportamenti, da noi ormai così «depotenziati» da non scandalizzare più, che se praticati, ma soprattutto se scritti, portano le «peccatrici» a rischiare grosso.
Ed ecco spiegato il moltiplicarsi di scrittrici provenienti dal mondo e dalla cultura musulmana che affrontano esplicitamente la sfida, in questo caso ancora sensata, dei temi erotici. Nel 2006 arrivò La Mandorla (Einaudi, pagg. 178, euro 14) vergato da una autrice marocchina che scelse lo pseudonimo di Nedjma. Vita ed esperienze sessuali di una ragazza che passa dall’arcaica cultura del villaggio, che la obbliga a un matrimonio opprimente, alla fuga e alla relativa libertà sessuale di una grande città, con amante colto e (relativamente) occidentalizzato. Più recenti invece Le Ragazze di Rjad (Mondadori, pagg. 331, euro 18) di Rajaa Al-Sanea e Gli altri (Neri Pozza, pagg. 312, euro 16) di Siba Al-Harez. Il primo è una sorta di sex and the city (castigatello) con ambientazione saudita, dove delle ragazze ricche e privilegiate scoprono amaramente che comunque cercare l’amore è quasi impossibile visto l’enorme numero di restrizioni e pregiudizi a cui sono sottoposte. Il secondo, sempre ambientato in Arabia, racconta con più crudezza e con una temperie narrativa molto più angosciosa di una relazione saffica: la sola possibilità per due ragazze di provare amore, prigioniere come sono in un mondo chiuso da cui gli uomini sono banditi.
Allora viene da dire: erotismo che ha un senso. Con un’avvertenza però: dove sventola la mezza luna questi libri arrivano pochissimo. Continuiamo a leggerli noi a cui, in fondo, dovrebbero aver poco da dire.