Quando il sindaco è donna e c’è di mezzo la Crusca

Avevamo scritto: «Mettiamoci d’accordo. Delle tre, l’una: il sindaco, la sindaco o la sindaca. Decidetevi, Voi della Nuova Stagione tempestosa, quando diramate un comunicato che riguarda Marta Vincenzi. E una volta stabilito l’articolo e il genere - maschile, femminile, neutro o di sinistra - utilizzate sempre quello e nient’altro». Non come adesso che, a seconda della provenienza della nota scritta, Marta cambia sesso con la stessa disinvoltura con cui sconvolge la pettinatura. Il nostro appello accorato era rivolto sia all’«Ufficio stampa del Comune di Genova», diretto dalla prorompente personalità di Simonetta Menini, sia all’«Ufficio stampa sindaco», orchestrato dall’assessore-junior Stefano Francesca, che è sempre elegante, forbito e in possesso dei fondamentali della Crusca. Pareva che non avessimo implorato invano, che i due Uffici si fossero messi d’accordo. Sono arrivati in redazione due comunicati stampa: quello inviato dall’entourage di Simonetta Menini manteneva fede alla tradizione e alla lingua di Dante. «Questa mattina il sindaco Marta Vincenzi si è recata a Bruxelles, ... Successivamente, Marta Vincenzi interverrà, in qualità di sindaco...». Irreprensibile. Ma anche il comunicato transitato dalle parti di Stefano Francesca non prestava il fianco a contestazioni. A costo di ricorrere a equilibrismi dialettici per salvare capra e cavoli. Dall’intestazione spariva la specificazione: c’era scritto «Ufficio stampa sindaco», tout court, senza «del» o «della» che avrebbero messo in qualche imbarazzo. Il testo, poi, scivolava sul ghiaccio come Carolina Kostner, evitando qualsiasi inghippo lessicale: «Marta Vincenzi, per la prima volta da sindaco...». E poi: «Nel suo nuovo ruolo di sindaco, Marta Vincenzi..». Infine: «In questa circostanza, Marta Vincenzi...» dove il-la sindaco-a era semplicemente omesso, abolito, cestinato. Grande Francesca (nel senso di Stefano)! Così si fa, per non farsi «rompere» ancora dal Giornale! Errore: ieri, la smentita clamorosa. Sui manifesti di proclamazione dell’Eletta e nell’avviso dell’incontro della Stessa con l’Arcivescovo, compilati a cura dell’«Ufficio stampa sindaco», si leggeva di nuovo «la Sindaca». (...)
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