Quando il sindaco è sostenuto dalla minoranza

Ballottaggio con brivido a Sestri Levante. Perché la legge elettorale, quella voluta per dare maggioranze stabili ai sindaci, negherebbe la maggioranza a Giuseppe Ianni anche in caso di vittoria. Un caso insolito ma non eccezionale, visto che in Italia si è già verificato. Tutto perché il candidato del centro sinistra Andrea Lavarello ha fatto peggio delle liste che lo sostenevano, ha perso il 4 per cento dei voti rispetto ai suoi partiti, che al primo turno, tutti insieme, arrivano al 51.05 per cento dei consensi, mentre il sindaco si è fermato al 47.28. Effetto del voto disgiunto. Ma la legge impone che sia eletto il sindaco e in questo caso, se vincesse Ianni al ballottaggio, l’unico sindaco possibile sarebbe lui. Ma siccome le liste di Lavarello hanno superato il 50 per cento al primo turno, la legge non farebbe scattare il premio di maggioranza al sindaco, lasciando al vincitore solo 5 seggi più il suo, contro i 10 più uno (il candidato sindaco) di Lavarello e i due più uno di Giacomo Rossignotti. Anche con un’alleanza Ianni-Rossignotti, il sindaco avrebbe in consiglio 9 voti contro gli undici dell’opposizione. Un’opposizione che non sarebbe minoranza. In altri casi, seppure possa sembrare incredibile, sindaci con «maggioranza zoppe» sono riusciti a governare.