Quando Soner va sulla spiaggia di Çirali alle 5 del mattino

Qui chiamano baby caretta le tartarughine.
I guardiani delle baby caretta sono tutti gente di Çirali che preferisce proteggere le loro amiche piuttosto che guadagnare con i villeggianti, e sul numero di ombrelloni e sdraio c'è un limite per non disturbarle. Ma qualcuno durante la notte aveva sistemato lì nuovi ombrelloni.

Ad essere sinceri una discussione c'è stata durante quei giorni di robusta serenità. Una brontolata più che una discussione.
Eravamo lì sulla spiaggia di Çirali a dare protezione alle baby caretta con le uova appena schiuse e loro che a fronte di fatiche epiche tentavano di raggiungere il mare. Qui chiamano baby caretta le tartarughine.
Durante la notte mamma tartaruga esce dal mare, risale la battigia e si mette a scavare una buca dove deposita le sue uova, ricopre, maschera e torna in acqua. Soner e i suoi amici si tengono a debita distanza e quando mamma tartaruga rientra in mare, loro escono e mettono delle campane bianche in ferro attorno alla buca, sopra c'è anche una data, il segnale che lì sotto ci sono le uova. Nel giro di due mesi tutte si schiudono contemporaneamente e le baby caretta iniziano a risalire, scavano nella sabbia, escono e si dirigono come dei soldatini verso il mare. Soner stava discutendo con il presidente della compagnia che si occupa di proteggere le baby caretta perché durante la notte qualcuno aveva aggiunto una fila di ombrelloni e sdraio sulla spiaggia. La spiaggia di Çirali e lunga più di tre chilometri e forse ci saranno solo una trentina di ombrelloni, a venti metri dal mare sopra una spiaggia finissima. I guardiani delle baby caretta sono tutti gente di Çirali che preferisce proteggere le loro amiche piuttosto che guadagnare con i villeggianti, e sul numero di ombrelloni e sdraio c'è un limite, un patto non scritto che non si deve spezzare. Ma qualcuno durante la notte aveva sistemato lì nuovi ombrelloni.
Soner, il presidente e altri amici erano abbastanza contrariati, ma erano le cinque del mattino e c'erano le tartarughine che risalivano sassolini di pochi centimetri come se fossero vette, cadevano, si ribaltavamo e ricominciavano a pinnare sulla sabbia. Soner aveva spiegato che non bisogna aiutarle perchè le loro zampe devono essere molto robuste una volta arrivate al mare. Ed è tornato subito il buon umore, un'eccitante serenità. Quando siamo tornati all'Hane-iKeif, il giardino di Yildiz e Soner, eravamo convinti di aver assistito a qualcosa che difficilmente ci saremmo scordati. Così come di Soner e Yildiz, la sua dolce, discreta e silenziosa compagna.
Il giardino è la loro pensione, sulla destra una fila di cinque casette, le stanze, al centro una tensostruttura che è poi la cucina, davanti un barbecue, poi amache, altalene, tavolini illuminati da lampade, peonie, orchidee, oleandri, roba semplice, perché lì tutto si svolge all'aperto, l'ufficio è una panca di legno costruita con la perizia di un maestro d'ascia da Soner, grezza e accogliente, ricoperta da stuoie e cuscini, il portatile perennemente acceso e aperto, resta lì fuori tutta la notte perchè il pericolo di pioggie non c'è. A pochi metri dal piccolo cancelletto c'è il gardak. E poi dell'altro, le fiamme che si sprigionano dal suolo, la musica di Antalya Cafè che gira rispettosa dal primo mattino, il muezzin che salmodia, ma sembra uno sgarbo aggiungere cose, come se parlarne rubasse qualcosa al ricordo, mentre madame Yildiz appare dal nulla e serve con garbo dimenticato.
Tutti quando tornano dalle loro vacanze, raccontano ad amici, colleghi e parenti di aver trascorso un periodo meraviglioso, in un posto bellissimo, tanto sole, mare da sogno, cibo buono e bella gente. E aggiungono anche di aver speso pochissimo. Ma non è vero, perché non tutti sono stati a Çirali ospiti di Soner e Yildiz.