Quando gli spettatori diventano detective

Valeria Arnaldi

Mappa della villa, elenco dei sospetti, consigli per l’interrogatorio. Un dépliant, consegnato con il biglietto d’ingresso, è il punto di partenza per individuare il colpevole di Un assassino alla porta, giallo interattivo di Antonello Lotronto, fino al 3 dicembre al Teatro Agorà, in via della Penitenza.
Si tratta di un vero e proprio gioco che coinvolge cinque attori, nove personaggi e molti investigatori. Ad aiutare nelle indagini l’ispettore Satta, infatti, è il pubblico. La pièce è ambientata nella villa di un noto produttore che, per festeggiare le future nozze, ha invitato alcuni amici. Il colonnello Ciotti, ormai in pensione; Deborah Liotta, irascibile e morbosamente gelosa del marito Salvatore, attore in cerca di una parte; Paola Ricci, ex contabile - ed ex fidanzata - del produttore; Pino Bonaiuti, che ne ha preso il posto; e Golia, lontano zio che giunge inatteso. La visita, la violenta lite in una stanza chiusa e uno sparo fanno il resto, nel rispetto delle regole del giallo classico. Dopo il primo atto, l’ispettore chiede al pubblico di interrogare gli ospiti. Inevitabile la timidezza in platea, che gli attori cercano di vincere ironizzando su quel «pullman da Scotland Yard» che ha portato lì tanti provetti - e coraggiosi - investigatori. Poi iniziano le domande: chi ha trovato il corpo, chi aveva le chiavi della stanza, come è finita una storia d’amore o perché ne è iniziata un’altra. Si può chiedere tutto. Come in un vero interrogatorio, i sospettati possono mentire per difendersi.
Le ultime resistenze cadono alla fine del secondo atto. Nel confronto finale tra pubblico e protagonisti aumentano le domande, ma anche la confidenza tra spettatori, molti dei quali si riuniscono in gruppo per condividere indizi e intuizioni da scrivere poi su una scheda. Chi scopre l’assassino riceve in premio una bottiglia per brindare.
Un assassino alla porta apre la rassegna dell’Agorà sul giallo interattivo che proseguirà con Il piede del diavolo (dal 23 gennaio all’11 febbraio), e con Il mistero va in scena (dal 13 marzo al primo aprile), entrambi firmati da Antonello Lotronto. «Improvvisarsi detective piace a tutti - commenta l’autore - senza distinzioni di sesso o età, e favorisce le conoscenze. Molti amanti del mistero si sono conosciuti e sono diventati amici proprio cercando di risolvere i nostri delitti».