Quando a spiarti nell’ombra sono gli occhi di una donna

Aristocratiche, bellissime, spericolate: alcune hanno cambiato la Storia, altre vissuto una favola

A volte non sono proprio come te le immagini, ma fa parte del gioco che sia così. La baronessa Moura Budberg per esempio aveva incantato due tra i romanzieri più celebri del secolo, Maksim Gorki e Herbert George Wells, l’autore de «La guerra dei mondi». Tra le due guerre faceva la spia per tutti, tedeschi, inglesi, russi. Dopo bastava una suo sospiro per scatenare le purghe sovietiche. Era bellissima, arguta, misteriosa. Ma morì obesa, semialcolizzata e paralizzata dall’artrite portando nella tomba i suoi segreti e i suoi rimorsi. La baronessa Daphne Park, invece farà 86 anni a settembre, è più zitella che single, ha grossi occhiali sul naso e sembra una maestrina in pensione. Invece è stata per trent’anni la regina delle spie inglesi, infiltrata a Mosca negli anni della Guerra Fredda, un falco dagli artigli di velluto. Per non parlare di Katrina Leung, cinesina di mezza età con il sex appeal di un frigorifero, eppure capace di rimbambire due agenti dell’Fbi, passare informazioni segrete a Pechino, ed esibirsi per vent’anni i doppio e tripli giochi. Sembrano tutte belle ma non è così, sembrano tutte furbe e invece. Dire per esempio che Valerie Plame è bella è dire poco. Dicono che a smascherarla come spia sia stata la Casa Bianca per vendicarsi del marito, il diplomatico Joe Wilson che aveva accusato Bush di aver truccato le indagini sull'Iraq per scatenare la guerra. Sembra invece che a far saltare la copertura sia stato il figlio di 5 anni, che proprio davanti ai giornalisti si è lasciò scappare «Il mio papà è famoso, la mia mamma è una spia segreta...». Bella si, furba no. Poi ci sono quelle che da film. Il commando che sequestrò l’imam Abu Omar a Milano era composto di nove donne, impacchettato l’obiettivo sono sparite senza lasciare traccia. Invisibili, micidiali, spietate. Ma oggi la più famosa è Sydney Bristow, cioè Jennifer Garner, protagonista di «Alias», la spia più amata della tv. La Cia l’ha ingaggiata sul serio per girare promo che recluti nuovi 007. Un successone. Perché lei è così finta da sembrare vera.