Quando una squadra di calcio è soprattutto un valore sociale

Caro Direttore, noto con piacere che, fulminato sulla strada della genoanità, nello scorrere il sito www.grifoni.net hai scoperto cosa significhi avere un cuore rossoblu e quanto sia capace di dare un pubblico, meraviglioso come il nostro, in termini di amicizia anche se talvolta soggetta a controversia. Sopportare quei rischi paventati sulle vicende estive che hanno colpito il Genoa, pubblicate su Il Giornale con largo anticipo rispetto alle sentenze, è stato piuttosto difficile e non mi stupisce che tu sia stato coperto di insulti: a volte si preferisce non sapere che accettare una scomoda verità. «Il Genoa rischia la serie C»: ricordo bene questo titolone in prima pagina all'inizio di una lunga e spinosa vicenda che, personalmente, ho ricevuto come un pugno allo stomaco ed ho ingoiato con lo stesso entusiasmo di quando si mangia un prodotto scaduto da qualche mese. Ma c'è chi ha scelto di fare il giornalista e chi il tifoso, ad ognuno il proprio ruolo: da una parte la cronaca e dall'altra, all'occorrenza, gli insulti (che peraltro non sono rimasti una tua prerogativa). Certo, siete stati gli unici a parlare di «sentenze anticipate» e questo bisogna riconoscerlo, così come apprezzo, costantemente, il fatto che non esercitiate «saldi di fine stagione» neppure quando si parla di Sampdoria.
Nel mio libro l'Inferno del Genoa ho ricordato, con rabbia, il tuo ruolo (diverso da quello di altri) di «grillo parlante», che avrei voluto zittire come un fastidioso brusio, che rendeva ancora più nervosi pagina dopo pagina. E allora, considerando la tua «lingua lunga», sapresti oggi spiegarmi cosa c'è dietro alle prese di posizione di certi Presidenti di società sportive, a cosa mirano taluni imprenditori (lontani quando il Genoa «era nelle canne» e nessuno lo voleva), sapresti dirmi perché certi scienziati della politica rimangono in silenzio di fronte alla rinascita del Grifone? Forse perché essendo stati zitti quando era il momento di parlare, adesso preferiscono tacere per decoro? Ricordo la loro evanescenza quando tutti ci prendevano a «pesciate sul muso» (dal sindaco di Ascoli in poi) e formulavano giudizi anticipati sulla Società rossoblu e, di riflesso, sull'immagine della nostra città. Perché non fare uno sforzo di memoria anche su questo? È logico che alla luce di quanto è successo ultimamente nel mondo del calcio, dopo le pesantissime sanzioni disciplinari inflitte al Genoa (irridendo i diritti indisponibili dell'uomo previsti dalla Costituzione), quella che è stata definita la «Tre-Tre» continui più comodamente a non dire nulla? Il presidente Preziosi, con pregi e difetti, sembrava enunciasse «L'elogio della follia» quando certe cose le diceva un anno fa, ma oggi sarebbe il caso di rivalutare le sue affermazioni e soprattutto quel coraggio che altri non hanno avuto. Affronterò anche questi argomenti nel seguito del mio libro, ma il compito di porre dubbi è tuo, sei tu il «grillo parlante», io, più semplicemente, «ciò che spira il cor riporto e dico».
Presid. Genoa Fans Club
Provincia di Genova