Quando le star di Hollywood per campare facevano...

Colpa della crisi. Le ultime dal fronte ci raccontano che adesso gli italiani si mettono in fila per fare i lavori che prima schifavano. Va bene tutto per un pugno di soldi, purchè sporchi, maledetti e subito. Colpa anche di X Factor. Giusy Ferreri ha la faccia giusta per farti sognare, sta seduta in testa a tutte le hit parade, dopo anni di seggiolino girevole a battere scontrini, Esselunga di Corbetta: «E se mi va male con la musica ci torno» dice adesso con quella voce che non sai mai da che parte del cuore arrivi. È la rivincita del profilo basso, del posto fisso, delle mille lire al mese. Voi pensate sia il capolinea dei vostri desideri di bambino e invece è la rampa di lancio del vostro successo, il futuro prossimo venturo.
Abbiate fiducia, i tempi cambieranno. Prendi Brad Pitt. Faceva il ragazzo Coccodè vestito da pollo gigante per il fast food «El Pollo Loco» a Henderson, nel Nevada. Poi trovò di meglio: autista di limousine per spogliarelliste. Non si capisce bene perchè abbia mollato per fare l’attore. Tutti sanno che Michelle Pfeiffer, come Giusy, consumava le sue giornate dietro la cassa di un super «...e nessuna era brava come me ad imbustare la spesa», che Greta Garbo era commessa in un grande magazzino di Stoccolma e Cameron Diaz banchista in una yogurteria di San Diego e che Sandra Bullock vendeva gelati: «Ero così squattrinata che mangiavo solo quelli: ho messo su dieci chili belli tondi». Ma chi se lo immaginava Anthony Hopkins operaio in un’acciaieria gallese, Simon LeBon boscaiolo, o Harrison Ford falegname e pizzaiolo per pagarsi l’affitto? E in che film, se non nella vita, vedi Clint Eastwood sostituire i filtri delle piscine, Elvis Presley guidare camion per la Crown Electric, Jon Bon Jovi servire patatine fritte al Burger Kin, Tom Waits vendere aspirapolveri, Belinda Carlisle farti il pieno di benzina. Tutti puntuali, precisi, affidabili. Tranne Robert Redford, licenziato dalla raffineria perchè dormiva sulle cave, e Jack Nicholson che, fattorino per la Mgm Cartoon, il tempo lo passava sdraiato sull’erba, a spiare da sotto un furgone le gambe di Lana Turner.
Se pensate di essere incompresi sappiate che Peter Gabriel era agente di viaggio, Tina Turner domestica, Ice-T ladro pappone, Danny De Vito e Chuck Berry parrucchieri, Mariah Carrey nemmeno, ramazzava i capelli dal pavimento e basta. E che se facevi un salto al bar dietro il bancone potevi trovarci Bruce Willis, che rimorchiava sempre, e George Clooney, che non rimorchiava mai. Per questo cambiò: si buttò sulle scarpe da donna, negozio all’angolo, una fila così.
Già, le donne. Annie Lennox lavorava d'estate in una fabbrica di pesce surgelato e d'inverno al Pippins Restaurant di Hampstead, Marilyn Monroe si guadagnava il salario come operaia in una fabbrica di paracadute, la top model Natalia Vodianova, testimonial di Calvin Klein, 9 milioni di dollari di contratto, era fioraia al mercato di Nizhny Novgorod. Meglio comunque della sua collega Daniela Cott, Elite Model Argentina, che fino a tre anni fa setacciava i bidoni della spazzatura per raccogliere cartoni da vendere. Pensate che la crisi sia dura? Per superarla Sean Connery lucidava bare e Whoopy Goldberg truccava cadaveri per i funerali. Perché sapete com’è: finché c’è vita c’è speranza...