Quando le star del jazz suonano sulle copertine

Musica e immagine, ovvero il disco e la sua copertina, spesso creata da artisti come Ben Shahn, Michelangelo Pistoletto, John Altoon, Andy Warhol, Ugo Nespolo, Roberto Masotti. Un rapporto fecondo e simbiotico raccontato a Siena con SienaJazzEye, la prima grande mostra italiana dedicata alle copertine jazz, al Museo Santa Maria alla Scala. Cinquecento copertine per raccontare la storia del jazz. Disegni, ritratti, fotografie che riprendono l’interesse per il jazz di artisti come Matisse, Mondrian (celebri le sue tele Broadway Boogie Woogie e Victory Boogie Woogie), De Staël (Ricordo di Sidney Bechet) e rilanciano l’interdipendenza tra suono e segno grafico.
Pioniere del design artistico sulle copertine degli album è Alex Steinweiss, un 23enne che, nel 1939, convince i boss della Columbia a usare i suoi lavori. Debuttò stilizzando una doppia immagine del pianista Oscar Levant che esegue Rhapsody in Blue.
Dietro ad alcune copertine ci sono storie affascinanti. Nel ’43 Duke Ellington, alla Carnegie Hall di New York raccontò l’epopea degli afroamericani in Black Brown and beige, scandalizzando per i contenuti e per le contaminazioni con la musica classica. Brevi estratti dell’opera furono pubblicati l’anno dopo dalla Rca, con un disegno che enfatizzava la figura di Ellington pianista sullo sfondo della Carnegie Hall. Ma recentemente - come sottolinea Francesco Martinelli, curatore della mostra insieme a Enzo Gentile - s’è scoperto un acquerello di Charles Alston che riporta il titolo della suite e la scritta «Columbia Recording Company». È un’opera commissionata da Ellington e bocciata dalla Rca oppure una libera interpretazione dell’artista (illustratore e autore di celebri murales) ispirato dal Duca?
La mostra propone un’orgia di colori (dai toni psichedelici del free jazz di Albert Ayler In Greenwich Village a quella fumettistica di Miles Davis On the Corner a quella, meravigliosa e inquietante, di Underground, con Charles Mingus al piano, mitra a tracolla in una stanza diroccata piena di armi e bottiglie e con un soldato tedesco legato a una sedia, passando per quelle dei Weather Report) e di toccanti immagini in bianco e nero (il volto della blueswoman Alberta Hunter in Amtrak Blues è un capolavoro; così come il Bud Powell sorridente di The Amazing Bud e il fascino antico degli scatti di Ma Rainey, Bessie Smith, Art Tatum).
LA MOSTRA
«SienaJazzEye». Santa Maria della Scala, Siena. Fino al 15 settembre.