Quando il successo arriva con uno sbaglio

Molti arrivano nella prima sala credendo di incontrare la Paolina del Canova, poi rimangono estasiati dai preziosi De Chirico

«Molti turisti qui credono di trovare la Paolina di Canova. E si - spiega divertito Michele, da due anni al lavoro nel museo Bilotti - sono in tanti a fare confusione con la galleria Borghese, specie gli stranieri che arrivano a Roma per pochi giorni e hanno l’opportunità di ammirare solo i luoghi più importanti, così ci tocca spiegare loro che qui non abbiamo le opere di Michelangelo e Caravaggio». Invece, questo palazzetto bianco nel cuore della residenza suburbana dei Borghese appena fuori porta Pinciana è la vecchia aranciera, adibita a ricovero invernale per gli agrumi dopo il 1849, e da qualche anno ospita la collezione di opere d’arte donate al Comune dall’imprenditore italo-americano Carlo Bilotti. Immersa nel verde della splendida cornice di Villa Borghese la residenza, con diverse sale collocate su due piani e uno splendido terrazzo, dopo anni di degrado, è stata finalmente restituita ai romani e ai turisti. Nel Settecento, invece, la palazzina era conosciuta come «Casino dei giochi d’acqua» per la presenza di fontane e ninfei, e perché circondata dal Giardino del lago. Così per diversi anni le sale riccamente decorate e arredate dai Borghese hanno ospitato feste ed eventi mondani. L’Aranciera, trasformata in museo Carlo Bilotti ospita attualmente 22 opere d’arte tra dipinti, disegni e sculture.
Il nucleo più consistente della raccolta permanente comprende 18 lavori di Giorgio de Chirico rappresentativi delle opere realizzate dal maestro tra la metà degli anni Venti e gli anni Settanta. Spazio allora alla sua scultura Ettore e Andromaca collocata all’esterno del palazzo insieme a un grande cardinale in bronzo di Giacomo Manzù. Invece nelle sale si possono ammirare, sempre di De Chirico, la delicata Donna nuda di schiena (1930 circa), le opere degli anni Cinquanta, Autoritratto con testa di Minerva, in cui l’artista indossa un abito da pittore veneziano, e Regate storiche a Venezia, ispirato al Canaletto, lavoro con cui il maestro sottolinea la necessità del recupero della tradizione pittorica italiana. «Più che attratti dalle esposizioni temporanee - conclude Michele - sono in tanti, specie i romani, a venire qui di proposito per ammirare le opere del maestro adottato dalla loro città». Il museo resta aperto tutta l’estate, tranne il lunedì, dalle 9 alle 19; il prezzo del biglietto è di 4,50 euro.