Quando un tè freddo costa quanto un buon vino rosso

Caro-sete in un bar del centro storico: 4,50 euro per mezzo litro di una bibita zuccherata

Ok, il prezzo è ingiusto. Nel Ferragosto romano, qualche esercente si dimentica la giusta misura delle cose, forse confidando nella presenza quasi esclusiva dei turisti, veri padroni della Città eterna, che però pagano caro il loro primato. Carissimo, a dirla tutta.
Perché vedersi sfilare dal portafogli 4.50 euro per una bottiglietta da mezzo litro di un fresco tè al limone, ovviamente industriale, non è proprio piacevole, anche perché con la moneta unica è finito il candore straniero del porto franco italiano e nemmeno i turisti sono più disposti a bersi di tutto. E a questi prezzi, poi. Eppure alla Caffetteria Antica Roma, a due passi da piazza di Spagna, su via di Propaganda angolo via della Vite, una «banale» bottiglia di plastica piena di infuso giallino la paghi 9 euro al litro. Una bevanda zuccherata dal costo di produzione di pochi centesimi vale quanto l’olio d’oliva extravergine e più di un buon Nero d’Avola Cusumano che nel 2005 ha conquistato, come evidenziato nella guida «Vini d’Italia 2005» del Gambero Rosso, ben «due bicchieri» di riconoscimento a un prezzo di 6,20 euro a bottiglia (da 0,750). Sconsigliato anche farsi catturare dal vortice del refrigerio e puntare su un bel gelato artigianale. Il portafoglio ancora una volta ne soffrirebbe.