Quando Tiger non c’è Mickelson balla

Approffittando dell'assenza del numero uno, Phil vince in California il torneo mai conquistato dal rivale. È la 33ª vittoria in carriera e gli ha fruttato 1 milione e 116mila dollari. Molinari, unico italiano a portare a termine il torneo, è giunto 40° malgrado un penalizzante secondo giro in 73 colpi

Phil Mickelson malgrado, a dir suo, a corto di preparazione e dopo aver mancato il taglio nel solo torneo del Tour americano giocato in precedenza, ha vinto, anche se con sofferenza, il Northern Trust Open sul percorso del Riviera Country Club in California. Il torneo, che da quest’anno ha cambiato denominazione, è da sempre uno dei grandi appuntamenti del tour, ed era l’unico torneo californiano che mancava nel palmares del mancino numero due al mondo. Assente Tiger Woods, Mickelson aveva subito dichiarato di essere al Riviera per vincere dopo vent’anni dalla sua prima apparizione in questa gara quando, ancora diciassettenne, studente e dilettante, vi partecipò con l’unica ambizione di riuscire a passare il taglio (poi mancato). Una vittoria dunque che ha per Phil anche un sapore sentimentale, oltre che un segnale di fiducia per l’Accenture World Championship di questa settimana (diretta su Sky Sport Extra da mercoledì alle ore 20) dove saranno in campo i migliori 64 giocatori della classifica mondiale. È questa la 33ª vittoria in carriera e gli ha fruttato 1 milione e 116mila dollari, che se non lo avvicinano più di tanto a Tiger nel World ranking, almeno gli danno la soddisfazione di aver vinto un torneo che la Tigre deve ancora vincere.

Sul Tour europeo il circuito multietnico ha fatto tappa a Giakarta, in Indonesia, per l’omonimo Open. È stato un bell’Open, con tanti colpi di scena nel finale e l’opportunità di vedere all’opera giovani e sicure promesse. Campo non difficile, ma insidioso, con il monsone che ha penalizzato la prima giornata. In un finale - come dicevamo avvincente - che ha visto diversi giocatori in corsa per il successo, tutto si è risolto nelle due buche finali. Usciti di scena dapprima il simpatico thailandese ventitreenne Meesawat e poi l’altrettanto giovane sudafricano di colore James Kamte - leader dopo il primo giro -, la partita si è giocata tra il cileno Felipe Aquilar, 5° lo scorso anno nell’ordine di merito del Challenge Tour e l’ormai affermato professionista indianO Jeev Singh, eroe nazionale e già vincitore di due tornei sul Tour europeo, tra i quali il Volvo Masters 2006.

Aquilar, partito in vantaggio, non trovava subito la giusta carburazione, permettendo a Singh di farsi sotto, di infondere anche un certo timore reverenziale al debuttante cileno, e di indurlo a un paio di errori sui green tanto da poter effettuare il sorpasso a due buche dal termine. Ma il cileno, che si è dimostrato giocatore di carattere, ha avuto uno scatto d’orgoglio, chiudendo in birdie alla 17 e giocando poi una 18 alla «o la va o la spacca» che ha finito per mettere sotto pressione Singh, forse ormai troppo sicuro di vincere, e che invece ha finito per concedere con un bogey il torneo al debuttante Felipe che chiudeva con un secondo birdie consecutivo. Edoardo Molinari, unico italiano a portare a termine il torneo, è giunto 40° malgrado un penalizzante secondo giro in 73 colpi.