Quando tocca ai gay difendere la famiglia

Nichi Vendola, governatore della Regione Puglia nonché, mi dicono, poeta, è stato preso da struggente desiderio di paternità. Un figlio non vuole averlo, bensì adottarlo, come chi al caffè preferisce il surrogato o al tè il carcadè. De gustibus...
Ma l’esternazione, che fa effetto essendo il Vendola personaggio pubblico, noto anche per le sue proclamate inclinazioni sessuali, suggerisce l’impressione che a difendere non solo la paternità ma addirittura la famiglia siano oggi in grande maggioranza gli omosessuali. I giovani eterosessuali si contentano di convivere, talvolta si sposano addirittura, ma subito dopo si separano o divorziano. A invocare un sancito vincolo duraturo, con l’alibi della protezione dei propri diritti individuali (protezione che già esiste) sono, ripeto, gli omosessuali, nostalgici della famiglia che non c'è più.
Ricordo che mi fece tenerezza lo stesso Vendola quando, nel corso della sua campagna elettorale, dichiarò di avere finalmente «presentato il proprio fidanzato a mammà». Era un ritorno al rituale della famiglia tradizionale. Non mi risulta che usi oggi simile presentazione ufficiale; non mi risulta addirittura che siano ancora in uso i termini fidanzato o fidanzata concessi a Vendola e ad altri come lui.
Oggi si dice: il mio ragazzo o la mia ragazza, sottintendendo nel maggiore dei casi che ci si va già a letto. Così, oggi, la vita di relazione in questo ambito è diventata il gioco dei quattro cantoni, vero e proprio gioco di società. Ciascuno corre ad occupare l’angolo dell’altro e viceversa. Nessuno, insomma, sta più al suo posto; si attiene tuttavia alle regole del suddetto gioco che non genera confusione, a meno che non si voglia prendere in considerazione la confusione interiore - trascurabile perché invisibile.
Se Vendola otterrà l’autorizzazione ad adottare un bambino, ne sarà felice e con lui il «fidanzato» che magari potrà fare da padrino al battesimo della creatura innocente. Felice anche «mammà» che potrà godersi il nipotino senza la rivalità ingombrante di una nuora. Il gioco dei quattro cantoni ha così ricostruito la Nuova Famiglia.