Quando il Venezia si sentì un gigante

Caro Lussana, mi sembra di capire che la vicenda Genoa non sia più solo e soltanto una questione sportiva ma per molti è diventata il «caso» della vita.
Il complotto per qualcuno, al momento non ben identificato mi sembra, l’antipatia nei confronti del Grifone e l’ira funesta con il suo Presidente sono solo alcune delle argomentazioni addotte ad oggi.
Da ultimo mi è capitato di leggere che sarebbe «meritevole di approfondimento ... l’abnorme esasperato agonismo di alcuni giocatori del Piacenza» (Senatore Castagnetti).
Sinceramente dopo tanti anni di calcio (sui campi) faccio fatica a pensare che ci siano dei genoani che possano pensare che il pareggio con il Piacenza sia «strano».
Da che mondo è mondo a fine campionato si verificano situazioni che ai più (i non addetti ai lavori) possono apparire «poco comprensibili».
Certo per molti sarebbe magari più «giusto» che il Piacenza presentasse la Primavera, tanto non si giocava nulla ed almeno qualche giovane lo valorizzava.
Se uno è primo e l’altro non si giuoca più nulla facciamolo vincere ....
Mi tasto se ci sono!
Il calcio, come tutti gli sport, impone delle regole (per fortuna) che fino a prova contraria sono state violate da Sottil & C. con i loro comportamenti (incredibili!) e non da altri tesserati.
Chi scrive a fine campionato ha perso dei tornei ed è anche retrocesso contro squadre che non avevano nulla da dire, eppure...
Questo è lo sport!
E meno male che è così. Il Venezia era morto ed a Genova ha fatto la partita della vita...
Ci sta, sapete cosa vuol dire giocare a Marassi di fronte a quaranta mila persone essendo abituati a poche migliaia in tutte le altre domeniche dell’anno ? Ti senti un gigante.
I calciatori sono uomini, forse poco raffinati, ma comunque sempre esseri umani con degli umori e delle sensazioni.
A volte capita di giocare a fine campionato la partita della vita o contro il Mister che odi o contro alcuni giocatori che proprio non sopporti. A quel punto faresti qualunque cosa pur di non farli vincere. Quindi non strumentializziamo gli eventi e le persone, non è da Genoa. Il Genoa e Genova sanno essere grandi nei momenti di difficoltà nel pieno rispetto delle regole.
Siamo dignitosi e non lamentiamoci. Il collegio di difesa è buono, dobbiamo avere fiducia.