Quando la vera fede non fa rima con politica

Carissimo Dott. Massimiliano Lussana, essere cristiano cattolico oggi è una gran fatica. Se poi abbiniamo ciò, alla parola «coerenza nella fede» beh, diventa una missione. Dico ciò, riallacciandomi alla polemica insorta dalle pagine de il Giornale, sulle dimissioni «del cattolico Colombo» che, dirigente e membro del collegio ligure di garanzia del comitato politico federale e del circolo di Albenga, ha osato dimettersi con la motivazione che «i Dico proprio no, da cattolico praticante non li accetto, sui diritti dei conviventi preferisco seguire la linea dettata dal Papa». Coerenza nella fede, nulla di strano e di trascendentale allora, se non che il fatto di una scelta personale non va proprio giù ai vertici del partito di appartenenza, Rifondazione Comunista.
Il problema sarebbe certamente più ampio se tutti i cattolici cristiani avessero la sopra citata «coerenza nella fede», poiché a tale uniformità e coerenza dovrebbero partecipare esponenti politici non solo di Rifondazione Comunista ma anche della Margherita e dei DS e di tutta l'Unione. Non volendo però divagare sulla questione e non volendo fare polemica inutile, concentrerò la mia diserzione sulla risposta data dal Segretario del Prc di Savona Ravera, che in polemica con il militante Colombo dichiara «è vero che in Rifondazione convivono cattolici, valdesi, musulmani e a nessuno di loro è preclusa la possibilità di esprimersi, ma Colombo - conclude deciso Ravera - si colloca non tra le file del cattolicesimo democratico, ma dell'integralismo cattolico. Purtroppo Colombo aveva sbagliato partito». Un'altro Solone in fatto di fede e coerenza religiosa. L'incoerenza infatti sta nel fatto di accettare all'interno di un partito, chi si dichiara pubblicamente distante anni luce dalla linea politica dello stesso. Incoerente è fare alleanze e sottoscrivere programmi in urto con i precetti dettati dalla propria fede, volendo inoltre giustificare ciò, asserendo fittiziamente e dichiarandolo pubblicamente che, chi la pensa in modo diverso dal mio è un cattolico integralista e chi la pensa come me è un cattolico democratico.
Le parole sono pietre. L'ignoranza non è ammessa per legge, e quindi mi viene il dubbio che qualche volta i politici siano in malafede. Infatti dal partito di Rifondazione Comunista vengono inferti siluri ed espulsioni a tutti i dissenzienti e non solo a quelli che si uniformano ai dettami del Santo Pontefice (vedi Turigliatutto fedele alla linea politica e religiosa sempre divulgata dagli organi di partito). Inoltre, tale distinzione equivale a dire che Papa Ratzinger, il Cardinale Bertone, l'arcivescovo Bagnasco ecc ecc sono cattolici integralisti, mentre tra i cattolici democratici potremmo inserire i nomi di Bertinotti, Diliberto, Ravera e essendo un pò cattivelli quelli di Prodi, Rutelli e Bindi.
Anche qui una precisazione è dovuta. Rutelli, Prodi e la Bindi anche facendo parte della corrente «Dossettiana» della povertà culturale e anti-occidentale, mai si sono espressi in aperto contrasto nei confronti delle autorità ecclesiastiche, poichè sanno benissimo che Pietro ha fondato la sua Chiesa a Roma e che l'unico interprete riconosciuto dal cattolicesimo è colui che, ha ricevuto il mandato di evangelizzare il popolo in nome e per conto di Gesù Cristo, cioè il Papa. Può fare piacere o no, a tutti la libertà, questa vera, di aderirvi o no.
Signor Ravera, lasci perdere coerenza e fede, da ateo come prevede il credo Comunista e Marxista non credo sia la persona più adatta a dare lezioni a chicchessia su tale materia. Nemmeno a quello sprovveduto di Colombo, che inopinatamente aveva creduto a ciò che scrivete nei vostri statuti in materia di libertà di culto e rispetto religioso.