Quando vince il cinema al femminile

Maurizio Acerbi

Ivan Reitman ha vinto la sua scommessa di puntare sulla verve comica (a molti, sconosciuta) di Uma Thurman, come protagonista del suo simpatico La mia super ex-ragazza. Il plot è questo: uno supereroina, abituata a fronteggiare pericoli di ogni tipo, si ritrova, suo malgrado, scaricata dal suo ragazzo, un terrestre (Luke Wilson) come tanti. Il ragazzo ritiene infatti la G Girl (nome che, in sala, scatena inevitabilmente risolini divertiti) un po’ troppo possessiva per i suoi gusti. Calato il desiderio sessuale, diventa inevitabile la rottura. Solo che non digerendo il comportamento del suo ex, ecco che la bella Jenny (Uma) decide di giocare sporco ricorrendo ai suoi poteri sovrannaturali per riconquistarlo; con conseguenze a dir poco movimentate. Il film è certamente piacevole, fa sorridere, anche se risulta, alla fine, un po’ troppo eccessivo. Uma è, come sempre, superlativa (scusate il bisticcio, visto il ruolo che le è stato affidato), relegando il povero Luke Wilson ad essere ancora più macchietta di quello che, in realtà, richiederebbe il suo personaggio. In sala, qualche maschio sottolineava come, in fondo, questo film rappresenti quello che sta accadendo nella società attuale; che le donne, cioè, stanno ormai prendendo il sopravvento, grazie alle proprie doti (parafrasando, i superpoteri), su un mondo maschile, succubo e senza difesa. Non tutti condivideranno, ma di certo se ne può discutere.
Certamente particolare è la rilettura che Sofia Coppola dà al personaggio di Marie Antoinette cui presta il volto la brava Kirsten Dunst. La trama: la figlia quattordicenne della regina d’Austria viene promessa in sposa al futuro re di Francia, Luigi XVI. Costretta, controvoglia, a trasferirsi nella sfarzosa residenza di Versailles, la futura regina, rea di essere straniera, non riesce ad avere feeling con i francesi. Meglio abbandonarsi ai frivoli piaceri della trasgressione. Tanto che, una volta catturata durante la Rivoluzione Francese, viene condannata alla ghigliottina. La Coppola ha talento da vendere come dimostrato dai suoi precedenti Il giardino delle vergini suicide (se non lo avete visto recuperatelo in dvd) e Lost in translation. Per questo motivo, la delusione è palpabile in chi si aspettava, anche da questo film, di monitorarne la crescita artistica; invece, ci troviamo di fronte ad un passo falso che, speriamo, non si tramuti in una futura involuzione. A sorprendere, in negativo, è l’incapacità di dare una chiave di lettura precisa al film. Qui ci si barcamena tra lo storico (anche se in misura minore), il teen movie, l’intimismo, abbandonando la pur brava Dunst a barcamenarsi in un personaggio che sembra un’eroina dell’età del pop, come ha scritto, giustamente, Stenio Solinas.
I film più visti a Genova dal 13 al 19 novembre 2006. 1) The departed; 2) La mia super ex ragazza; 3) Il Diavolo veste Prada; 4) La gang del bosco; 5) Flags of our fathers; 6) Tu, io e Dupree; 7) Il vento che accarezza l’erba; 8) I figli degli uomini; 9) Marie Antoinette; 10) Babel.
maurizio.acerbi@ilgiornale.it