Quant’è bella Sharon Stone anche di lotta e di governo

Oh come piacciono, a noi italiani, le attrici belle e sexy, meglio se bionde, che scendono in piazza per la giusta causa. Ricorderete Emmanuelle Béart. Qualche anno fa, in jeans e maglione, senza un filo di trucco, si schierò accanto ai sans papier raccolti in una chiesa parigina: una visione celestiale anche per il destrorso Mattia Feltri, che le dedicò un adorante ritratto sul Foglio. Ultima in ordine di tempo, dopo la missionaria Angelina Jolie intenta a salvare l’Africa e la neomamma Monica Bellucci anti-Ruini: Sharon Stone.
Non c’è protesta alla quale la quarantottenne star non aderirebbe. Vola in Italia per il lancio di Basic Instinct 2 e confessa ai giornalisti che, se la promozione non l’avesse portata il giorno dopo a Parigi, avrebbe partecipato al corteo per la pace di sabato 18 marzo. Sì, proprio quello nel quale poi hanno sfilato Bertinotti, Caruso e Ferrando (del resto, non fu proprio lei, subito dopo la liberazione di Giuliana Sgrena, a farsi viva per informarsi sui diritti cinematografici rispetto a un possibile instant movie sulla faccenda?). Stesso copione il giorno dopo: arrivata a Parigi nelle ore della gigantesca manifestazione contro il contratto giovanile di primo impiego, Sharon esprimeva totale solidarietà agli studenti in lotta contro de Villepin. Non risulta, però, che abbia partecipato al corteo. Però - ammetterete - sarebbe stata una splendida testimonial progressista, anche senza gli abitini nude look indossati nel ruolo di Catherine Tramell, scrittrice erotica che nemmeno il critico di Magazine potrebbe redimere.