Quant’è bello stare all’opposizione

RomaSe non serve Mandrake allora forse bastava solo D’Artagnan, o il brocco Soldatino? A Bersani è venuta una febbre da cavallo in questi giorni. Come Gigi Proietti, ma senza neppure la regia di Steno, si è messo in testa di avere la formula per risolvere il problema: in fondo non serve essere Mandrake per sistemare i rifiuti in Campania, così ha detto. Nei momenti difficili, ha detto, «bisogna chiedere e dare la solidarietà», mica chiamare il genio della lampada, che sarebbe fatica sprecata. A Napoli e dintorni basta un po’ di buon senso, ha detto. Quello che in effetti è mancato per un anno e passa quando c’era Mandrake-Bersani al governo. È il bello di stare all’opposizione, se le cose non funzionano puoi sempre dire che, se fosse per te, andrebbero meglio. Purtroppo il gioco stavolta non regge, perché il primo giro era toccato proprio a loro, al centrosinistra, al terzetto Prodi-Bassolino-Iervolino, con esito anche peggiore del terzetto Mandrake, Felice e Er Pomata.
Ma succedeva tre anni fa, ora Bersani saprebbe cosa fare, perché «questa vicenda insegna che non si governa con i miracoli, che finiscono in discarica; si governano con procedure ordinarie». Sarebbe curioso di conoscerle l’ex governatore Bassolino, che per mesi ne ha cercata una, di procedura ordinaria, senza trovarne neppure l’ombra. L’unica procedura trovata, questa sì molto ordinaria, fu di rimpallarsi la colpa col governo, altrettanto elastico nel rimbalzarla dalle parti di o’ Presidente. Siccome non si riusciva a fare niente, avendo smarrito il numero di Mandrake, le cose si erano messe così male tra cassonetti e rifiuti che il colpo si fece sentire anche a lunga distanza, nei comuni persi dal centrosinistra alle amministrative del 2007. Bersani, tolti i panni di Mandrake e indossati quelli der Pomata, indirizzò senza dubbi la colpa della disfatta a quella discarica del Pd che era la Campania di Bassolino: «Io non faccio certo le analisi al posto degli altri (cioè dei campani, che devono prendersi loro le responsabilità, mica noi, sorbole! ndr), ma immagino che l’emergenza rifiuti, nelle proporzioni in cui si è delineata, un suo peso l’abbia avuto». La procedura ordinaria, senza bisogno di Mandrake o miracoli perché tanto poi vince Soldatino (ce l’ha detto Er Ventresca), proseguì con la risposta di Bassolino, lì in versione Mario Carotenuto alias Avvocato De Marchis, fu la seguente: chiedere un ulteriore prestito al governo, nonostante le perdite già elevate della scuderia. Il governo «deve aumentare gli investimenti al Mezzogiorno», strillò Bassolino sperando di azzeccare almeno il pronostico per il trotto, «non c’è una reale collaborazione tra le istituzioni».
Su una cosa Bersani ha le idee chiarissime: la corsa è difficile. Per quanto lo riguarda però ha un sacco di buoni consigli da dare. Anche nel maggio 2008, appena arrivato il nuovo governo, lui non rivelò la soluzione del problema spazzatura. La tenne per sé, per vedere come se la sarebbe cavata la scuderia di Berlusconi, ma dispensò qualche buona parola. Tipo «bisogna pesare bene le ipotesi e le parole e poi fare qualche fatto». Oppure, in Campania «bisogna collaborare e lavorare assieme a tutti i livelli, prendendo ognuno le proprie responsabilità». Un messaggio chiaro e forte, come quest’altro: «il tema è complesso, viene da lontanissimo e risolverlo in 48 ore non è semplice, di questo credo se ne renderà conto anche il nuovo governo». Molto meglio l’arringa finale di Mandrake in tribunale: «Chi gioca ai cavalli è un misto, un cocktail, un frullato de robba, un fanatico, un credulone, un buciardo, un pollo, uno che ’mpiccia, traffica, imbroglia, more, azzarda, spera, rimore e tutto per poter dire: Ho vinto!». Ah già, ma tanto Mandrake non serve.