Quant’è hi tech il terremoto

La tecnologia alla portata di tutti ormai si occupa anche dei terremoti. Sia in modo serio sia attraverso la pubblicità. Nell’era degli smartphone e dei tablet, infatti, si può diventare anche sismologi per hobby. L’università di Berkeley, in California, ha messo a punto un’applicazione per iPhone in grado di misurare l’attività sismica. Almeno secondo i ricercatori che l'hanno inventata. E poi resa disponibile, gratuitamente, sullo store virtuale di Apple. L’idea alla base di iShake è quella di creare un dispositivo mobile alla portata di tutti e trasformarlo in una vera e propria stazione di raccolta dati sulle vibrazioni del suolo. Il funzionamento del programma è molto semplice: è sufficiente far partire la app quando il cellulare è appoggiato su un piano. Quando la Terra comincia a tremare, iPhone non fa altro che inviare i dati raccolti al server dell’università americana che a sua volta genera una mappa. Che poi viene pubblicata e può essere subito vista da qualunque utente sull’iShake Visualizer. Un’applicazione simile è stata sviluppata in Italia: si chiama Ingv ed è opera dei ricercatori dell’Istituto nazionale di Geofisica. Non ha la pretesa di misurare i terremoti ma può essere uno strumento utile per saperne di più.
Si diceva della pubblicità. Twitter, il social network più amato dai fanatici del «tempo reale», si pubblicizza in America per l’appunto con lo slogan «twitter, più veloce del terremoto». Nel video promozionale che ricorda che terremoto del 23 agosto ci ha messo 30 secondi a viaggiare da Washington a New York si vede un ragazzo seduto a un tavolo che riceve un messaggino. Lo legge e subito solleva dal tavolo la tazza di caffè che stava sorseggiando. E mentre il caffé viene salvato, tutto il resto crolla a causa della scossa preannunciata via twitter.