Quanta Roma in questi EUROPEI

Se c’è una cosa che la globalizzazione ha stravolto completamente è il calcio. Si sa: una volta c’erano le bandiere incrollabili, le magliette immacolate senza sponsor, il pane e salame, il catenaccio, pochi dialetti negli spogliatoi. E il campione venuto da lontano che faceva la differenza. Ora con i canali satellitari il flop è in mondovisione. Così, se ti difendi troppo ti esonerano per vigliaccheria e se non hai almeno otto stranieri in campo la tv non ti prende sul serio. Ogni squadra è diventata nel tempo un crocevia di popoli e culture calcistiche per la gioia della Fifa, un po’ meno dell’Uefa. Un calderone.
Dunque, visto che ieri pomeriggio sono cominciati gli Europei, cosa c’è di meglio che fare una bella rimpatriata spulciando la lunga lista dei giocatori «romani» sparsi che si apprestano a disputare il torneo in Svizzera e Austria? Un riassunto per dare un po’ di pepe al magro antipasto di ieri, in attesa di Italia-Olanda di domani sera: l’esordio degli azzurri nel «girone della morte». E tra chi risulta in forza a Roma e Lazio, compresi i convocati delle altre nazionali partecipanti, gli ex e i nati nella capitale ce n’è per formare una squadretta nientemale. Magari non sarebbe la favorita ma una bella figura la farebbe di certo.
Partiamo dai quattro romanisti in azzurro: Daniele De Rossi, Alberto Aquilani, Christian Panucci e Simone Perrotta. Una pattuglia che per numero è eguagliata solamente dagli juventini. E i primi due sono in odore di scendere in campo domani sera. Donadoni medita, infatti, una mossa a sorpresa per un centrocampo in giallorosso. Panucci sta invece recuperano lentamente dal leggero infortunio e dovrebbe essere disponibile, ma solo per la panchina. Perrotta, infine, sembra (ma forse è solo apparenza) aver perso il posto da titolare. Resta comunque un’alternativa assai duttile ai quattro di centrocampo.
E i laziali? Detto che tra gli italiani forse uno come Tommaso Rocchi (che vede la porta come pochi) avrebbe potuto far comodo a Donadoni, ha già fatto vedere buone cose ieri pomeriggio lo svizzero Valon Behrami che ha giocato e perso per 1-0 contro il compagno di squadra, il difensore ceko David Rozehnal. Nella Romania è poi titolare inamovibile Stefan Radu. E a proposito di questo match (in programma il giorno peggiore che potesse capitare, venerdì 13) vedrete che una volta archiviata, speriamo nel migliore dei modi, la pratica Olanda se ne parlerà tanto. E probabilmente a sproposito nella capitale, il regno incontrastato dei romeni d’Italia.
Tanti gli ex di Roma e Lazio. A partire da quel piantagrande di Antonio Cassano, la vera scommessa di Donadoni. Per lui è l’ennesima occasione, vediamo se riuscirà a sprecare anche questa. Ma per giocare il barese dovrà confidare in squalifiche in attacco o in qualche passo falso di campioni del calibro di Mauro German Camoranesi (ormai insostituibile) e Totò Di Natale. Stavolta è durissima. La lista prosegue con gli ex romanisti, il romeno Christian Chivu, Christian Wilhelmsson, perno del flemmatico centrocampo della Svezia e il roccioso centrale greco Traianos Dellas. Giocatori e tre nazionali per un posto solo (e forse neanche quello). Già, perché il resto del nostro gruppo, la Russia e soprattutto la Spagna dei giocolieri tica-taca sembrano davvero di un altro pianeta.
C’è poi il campione del mondo Marco Amelia, un quasi romano (è nato a Frascati) che farà molto da secondo a Gianluigi Buffon. Dopo una sfortunata stagione al Livorno Amelia è approdato al Palermo e ci rimarrà per quattro anni. Tra l’altro lasciò un bel ricordo dopo due ottime stagioni nella primavera della Roma nella stagione 2001-2002.
Chiudiamo con il giallorosso Philippe Mexes, l’escluso eccellente, un giocatore che avrebbe potuto e dovuto essere nell’elenco della nazionale francese e che invece (per fortuna nostra) manca. Lui ha già ringraziato il ct transalpino e se n’è andato in vacanza al mare. A qualcuno sta venendo però il sospetto della persecuzione mirata: ma non è che l’anti-italiano per eccellenza Domenech (vedi lo juventino Trezeguet e il neo milanista Flamini diventato improvvisamente scarso) ce lo fa apposta? All’Italia la magnifica opportunità di fargli divorare le mani. E non vediamo l’ora.