«Quante pressioni dall’Anm Il Polo la rivoti così com’è»

L’avvocato Frigo: «I magistrati vogliono accrescere il loro potere. Preoccupa il rinvio nel semestre bianco»

Anna Maria Greco

da Roma

Critica il Quirinale: «È inquietante che una legge così importante sia rinviata alle Camere a pochi giorni dallo scioglimento». Esorta la Cdl a tenere duro: «Se avesse un minimo d’orgoglio dovrebbe votare di nuovo il testo, così com’è». Attacca anche l’attuale vertice delle Camere Penali: «Randazzo ha sottovalutato il pericolo, troppo impegnato a protestare contro la Cirielli». È un Giuseppe Frigo furioso che commenta la decisione di Carlo Azeglio Ciampi di respingere al mittente la legge sull’inappellabilità. Presidente dell’Ucpi tra il 1998 e il 2002, ha visto in quel periodo le modifiche della Costituzione per introdurre il «giusto processo» e nel suo programma aveva proprio l’abolizione del ricorso del Pm dopo un’assoluzione.
Per il Colle la legge ha profili d’incostituzionalità...
«Non sono affatto sorpreso che dica questo, al contrario di Randazzo. È la conseguenza delle pressioni su Ciampi da parte dell’Anm, che ha orchestrato una vera e propria campagna e ora festeggia il risultato. Ma è preoccupante che durante il semestre bianco si rinvii una legge così alle Camere. Come faranno a lavorarci sopra, se fra pochi giorni saranno sciolte? Vuol dire che andrà alle nuove Camere? Quanto alla motivazione, ho la sensazione che si parta dai ricorsi in Cassazione (che potrebbero anche essere modificati) per arrivare ad attaccare il cuore del problema, l’inappellabilità. E poi, quel richiamo alla Rete europea delle Supreme corti. Da quando può interferire su un Parlamento nazionale?».
Perché i magistrati sono così contrari all’inappellabilità?
«È una difesa corporativa. Vogliono accrescere il loro potere persecutorio sugli imputati. Ma anche per le Sezioni Unite della Cassazione la modifica è opportuna e l’ha chiesta il Pg della Suprema corte 2 anni fa. I penalisti si battono da 20 anni per ottenerla ed è prevista dalla Commissione Dalia per la revisione del codice di procedura penale secondo i principi del processo accusatorio. In tutti i Paesi dove è vigente, Gran Bretagna e Usa in testa, il Pm non può fare appello dopo un’assoluzione, mentre la seconda impugnazione di merito è garantita al condannato. Incostituzionale è questa disciplina».
Per il Quirinale ci sono «asimmetrie tra accusa e difesa».
«Quando si parla di pari opportunità delle parti bisogna tener presente che lo squilibrio, semmai, è a favore dell’accusa per la sua qualità pubblica e per i poteri che ha (di ordinare sequestri, perquisizioni, intercettazioni). Ma questo è nella logica delle cose. E poi, il Pm perde un ricorso in Appello ma acquisisce un ricorso in Cassazione più ampio, il che è a suo vantaggio».
Che cosa dovrebbe fare ora la Cdl, secondo lei?
«Credo che non dovrebbe cambiare la sostanza della legge, salvo qualche modifica tecnica».
Il presidente dell’Ucpi, Randazzo, dice che l’inappellabilità è sacrosanta.
«Ma ha protestato solo gli ultimi giorni, invece di adottare subito contromisure per contrastare le tesi dell’Anm».