Quanti guai per Stanlio e Ollio da quei due fratelli supercitrulli

Domani esce con «il Giornale» «Allegri gemelli», dove Laurel e Hardy si moltiplicano per due

Come sono felici e spensierati Stanlio e Ollio, tenuti nella bambagia dalle mogli Daphne e Betty, nel buffo Allegri gemelli (conosciuto anche con il titolo I nostri parenti), diretto nel 1936 da Harry Lachman e prodotto dallo stesso Stan Laurel. Il film è il quarto dvd della serie di dieci pellicole che il Giornale dedica ai propri lettori. Ma ecco, per tornare alla trama, che di botto si rifanno vivi i dimenticati fratelli gemelli, identici nell’aspetto ma diversissimi per carattere, Bert Hardy e Alfie Laurel, appena scesi dalla nave ancorata nel porto. Alleggeriti della paga dal collega Ben (l’eterno caratterista baffuto James Finlayson), che si è spontaneamente eletto amministratore dei loro risparmi, con l’unico dollaro a disposizione, i due marinai non hanno di che pagare in birreria l’abbondante colazione delle due esose squinzie Lilly e Alice, che si sono fatte prontamente invitare allo stesso tavolo.
Quindi, lasciato in pegno il prezioso anello di perle (rubato) consegnatogli dal capitano della nave, escono dal bar per chiedere all’imbroglione la restituzione del malloppo. Guarda caso, nello stesso locale arrivano con le consorti Stanlio e Ollio, ovviamente scambiati sia dalle ragazze sia dal proprietario per i due marinai. Finimondo annunciato in un vorticoso gioco degli equivoci in cui la coppia di fresconi, moltiplicata per due, perde e ritrova l’anello, finisce nelle grinfie di pericolosi gangster, è perdonata, a singhiozzo, dalle perplesse e comunque non meno temibili mogli. Fino al riconoscimento finale con tanto di baci e abbracci tra i quattro fratelli.
Il dvd, della durata di settanta minuti, che come sempre si può vedere nella versione originale e in quella italiana (con Stanlio doppiato da Enzo Garinei e Ollio da Giorgio Ariani) e nelle otto singole scene più esilaranti, è accompagnato dalla consueta comica muta, stavolta interpretata da Oliver Hardy, The Paperhanger’s Helper.