«Quanti ipocriti in video Niente lezioni da Giletti»

«Non ho nessuna intenzione di fare un passo indietro, semplicemente perché non ho mai fatto un passo troppo avanti». Senza giri di parole, chiara, lucida e accalorata, come è nel suo stile, Barbara d’Urso, risponde così a Massimo Giletti. Il quale, a sua volta, aveva replicato alla conduttrice. I due, si sa, sono in concorrenza televisiva alla domenica pomeriggio. Tema dello scontro a mezzo Giornale la «Tv cagnara», come la definiamo noi, o la «porno Tv» come l’ha battezzata Giletti. Insomma, per chiarire: tutti i pomeriggi compresi quelli domenicali (ma anche molte serate) sono pieni di trasmissioni che puntano sullo scontro, sui temi accesi, sui dibattiti infuocati. «Alimentiamo - si batte il petto il conduttore di Raiuno, riferendosi alla sua trasmissione L’Arena, ad altre e anche a Domenica Cinque della d’Urso - una discussione violenta su argomenti, come per esempio l’islam e l’omosessualità, che già di per sé spaccano il Paese. Sarebbe meglio fare tutti un passo indietro».
Allora, Barbara, Giletti l’ha chiamata in causa come artefice di una Tv sbagliata...
«E non è la prima volta. È da settembre, cioè da quando sono diventata sua concorrente, che attacca la mia trasmissione. Visto che siamo amici da vent’anni non vorrei fare polemiche, però credo che ora stia esagerando. Soprattutto perché a Domenica Cinque, come anche a Pomeriggio Cinque, non ci metto solo la faccia, ma sono anche autrice. E dunque è giusto che difenda il mio lavoro e quello di Videonews, la struttura diretta da Claudio Brachino che cura i programmi».
Ma non le sembra sacrosanto che i protagonisti della tv facciano una riflessione sulla deriva che si sta prendendo?
«Per quello che riguarda noi, ci sentiamo sulla giusta strada. Ho già ribadito che abbiamo sbagliato solo due volte: quando a Daniela Santanchè è sfuggito che Maometto era un pedofilo e quando c’è stata la lite sull’omosessualità con protagonista Cecchi Paone. Abbiamo chiesto ampiamente scusa. Per il resto, non prendiamo lezioni di moralità da Giletti, ma solo dal nostro editore Pier Silvio Berlusconi che è molto attento a queste questioni e mi sembra contento del lavoro che facciamo».
Però non le pare un proposito corretto quello di calmare gli ospiti quando strepitano troppo o dicono cose offensive?
«Noi non invitiamo le persone in base al fatto che sono litigiose, ma in base alla loro capacità di dire qualcosa di significativo. Se succede che le voci si sovrappongono, che le persone sostengano calorosamente le proprie opinioni, non mi sembra uno scandalo: accade a tutti nella vita quotidiana. Altrimenti saremmo dei robot. L’importante è stoppare le parolacce e le ingiurie offensive».
Invitando alcuni personaggi si ha la certezza della rissa...
«Daniela Santanchè è una donna coraggiosa e un politico di lungo corso, Sgarbi un intellettuale di grande autorevolezza e Cecchi Paone un giornalista di primo livello. Tutti e tre sono spesso ospiti della Vita in diretta di Sposini, di altri programmi Rai e l’anno scorso anche dell’Arena. Mi viene il dubbio che Giletti sia infastidito dal fatto che Sgarbi quest’anno alla domenica venga da me invece che da lui...».
Ma Giletti, che è stato uno dei primi artefici dei talk accesi, spiega di aver deciso quest’anno di imprimere un’altra linea alla sua Arena (meno ospiti, più approfondimento), per senso di responsabilità...
«Si cita tanto la Carta di Treviso (il codice di autoregolamentazione Tv per i minori): noi la rispettiamo, altri no. Domenica scorsa, ad esempio, abbiamo trattato lo stesso argomento, l’asilo-lager di Pistoia: a Domenica cinque abbiamo schermato i volti dei bambini picchiati, all’Arena no. E questo non ci ha impedito di ottenere gli stessi risultati d’ascolto nonostante noi abbiamo molti più break pubblicitari: ben vengano gli spot, essendo il sostegno della tv commerciale, però ovviamente rallentano il ritmo di una trasmissione».
Lei oggi ospita in studio Fabrizio Corona e Luciano Moggi, due persone condannate in primo grado per varie vicende... Con il primo, tra l’altro, lo scontro è certo.
«Beh, quello di Corona è il caso della settimana, se vogliamo affrontare l’attualità come stiamo facendo dall’inizio di questa trasmissione, dobbiamo invitare i protagonisti della cronaca. Per quanto riguarda Moggi, lui ha già pagato molto ciò che ha fatto e mi sembra interessante ascoltare la sua vicenda umana. Sia Moggi sia Corona sono stati al centro di vicende di fortissimo interesse pubblico. L’Arena ha mostrato le immagini di studentesse molestate e donne violentate, però poi sotto accusa finiamo solo noi. Aggiungo: alcuni trans ci avevano raccontato di essere stati pagati per partecipare a trasmissioni Rai dicendone i titoli, noi, per correttezza, abbiamo tagliato questi passaggi».
Sempre Giletti sostiene che il pubblico può essere condizionato dalla Tv, soprattutto quello del pomeriggio che magari ha un grado di istruzione più basso di quello della seconda serata...
«Mi dissocio completamente da quello che dice. Non penso proprio che gli spettatori della domenica e del pomeriggio abbiano meno strumenti per giudicare come è fatto un programma e per cambiare canale se non gradiscono quello che vedono. Noi monitoriamo continuamente il nostro pubblico: non è fatto soltanto di casalinghe che, comunque, sono dotate di intelligenza come tutti gli altri. E riceviamo una sacco di mail con complimenti per come trattiamo gli argomenti. Io parlo con la gente, mi fermo per strada e capisco ciò che va e ciò che non va. Molti mi ringraziano perché continuo a battere sul tasto della violenza alle donne: è una grande battaglia che porto avanti da sempre e che ha contribuito a far approvare la legge sullo stalking».
Quindi, secondo lei, gli spettatori, soprattutto le famiglie, apprezzano le immagini osé dei film di Tinto Brass come quelle che ha mandato in onda qualche domenica fa?
«Tinto Brass è un grande regista, abbiamo celebrato la sua arte scegliendo peraltro le scene meno maliziose dei suoi film. Del resto ci sono trasmissioni, anche del day time, che mostrano particolari anatomici molto più evidenti. E poi facciamo un programma che dura cinque ore in un giorno di festa: non possiamo parlare solo di cronaca, è ovvio che ci debbano essere momenti più leggeri, ad esempio di musica, di ballo, di frivolezze, ci si deve anche divertire no?».
Anche con immagini come, per esempio, quelle passate l’altro ieri a Pomeriggio Cinque nell’ora di massimo afflusso dei bambini davanti alla Tv, in cui si vedeva il seno nudo di una concorrente del Grande Fratello?
«Sia Pomeriggio sia Domenica Cinque sono dei contenitori che, molto volentieri, ospitano in sinergia con la rete gli altri programmi. Per cui mandiamo la striscia quotidiana sul Grande Fratello, un programma visto da milioni di telespettatori di qualsiasi età e una trasmissione di cui parla spesso e volentieri Giletti all’Arena».