Quanti premi a Sophia per riparare allo sgarbo dell’anno scorso

da Roma

Esattamente un anno fa Walter Veltroni l'aveva promesso: «Nella prossima edizione Sophia Loren sarà l'ospite d'onore». Affermazione dettata in fretta e furia dopo le polemiche nate dalle dichiarazioni della sorella della diva, Maria Scicolone, che aveva rilevato come alla prima Festa mancassero le presenze italiane e ci fossero solo star hollywoodiane. In verità Veltroni per rimediare alla gaffe s'incartò non poco, e alla domanda sul perché avesse pensato a Sean Connery e non alla Loren per aprire la kermesse, argomentò ambiguamente: «Essendo un festival italiano ci è sembrato più giusto come primo atto avere un attore straniero».
Bene, ora che Sophia Loren è la madrina della Festa l'incidente è chiuso? Per la diretta interessata sì, tanto che scendendo dal volo proveniente da Ginevra ha detto entusiasta: «Sarà una grande emozione e soprattutto un grande turbamento rivedere Marcello Mastroianni sullo schermo. Marcello che è sempre vicino al mio cuore, quello che ora batte forte forte dall'emozione».
Parole in parte ripetute ieri sera alla cerimonia inaugurale della Festa al teatro Sistina, prima del concerto con Andrea Bocelli, quando, stretta in un Armani blu notte, ha così salutato la platea e il suo parterre d'eccezione (in prima fila i presidenti di Camera e Senato Bertinotti e Marini, di Provincia e Regione Gasbarra e Marrazzo, il vicepremier Rutelli e, ovviamente, il cinesindaco Veltroni che nel presentarla le ha dato del «mito»): «Sono felice di aver incontrato persone che non vedevo da tantissimo tempo. È la prima volta che in Italia, a Roma, mi viene dato un premio alla carriera. Tutto questo per me ha un particolare significato: è il coronamento di tanti anni di duro lavoro». Naturale a questo punto la standing ovation della platea di ospiti illustri alla consegna del premio «Imaie Acting Award» che Sophia Loren ha ricevuto dalle mani di Luca De Filippo e Manuel De Sica, soci appunto dell'Imaie (l'Istituto per la tutela dei diritti degli artisti interpreti esecutori), oltre che figli di Eduardo De Filippo e Vittorio De Sica, due padri fondamentali della carriera dell'attrice premio Oscar per La ciociara.
L'emozione di Sophia non è sembrata di circostanza anche se non ha mancato di lanciare una nota ironica quando, riferendosi al riconoscimento, ha detto: «Spero di meritarlo».
La serata è poi proseguita con il maestro Lü Jia a dirigere l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia con al pianoforte il Maestro Lang Lang, affermato pianista cinese venticinquenne, e la voce di Andrea Bocelli. Il programma del concerto ha visto l'esecuzione di brani protagonisti di altrettanti film come il binomio Arancia meccanica di Kubrick e La gazza ladra di Rossini o La forza del destino di Verdi e E la nave va di Fellini.
Domani sempre lo stesso Veltroni consegnerà alla Loren un altro premio in Campidoglio (della serie «melius abundare...», qualcuno sussurra anche di un terzo premio). Ma riconoscimenti a parte, saranno solo tredici i film, tra i quasi cento da lei interpretati, della retrospettiva ospitata non all'Auditorium ma alla Casa del Cinema. Inutile fare i raffronti tra la «regina» di quest'anno e la posizione centrale di Sean Connery della scorsa edizione a cui la Festa dedicò anche un bel volume di Mario Sesti che stavolta per la Loren ha scritto solo due-paginette-due, seppur affettuose, sul catalogo generale. Quasi più significativo l'omaggio di Sky che oggi, in occasione dell'incontro dell'attrice con il pubblico e la stampa, presenta il primo documentario mai realizzato sull'attrice dal titolo Sophia: ieri, oggi e domani di Massimo Ferrari e Gaia Capurso e la versione restaurata di Matrimonio all'italiana.