Quanto costano i prezzi bassi della «Wal-Mart»

Nella sezione Panorama il lungometraggio di Greenwald che racconta l’espansione della catena di grande distribuzione americana

Salvatore Trapani

da Berlino

La preziosa parabola dall’Antico Testamento di Davide contro Golia può ben adattarsi ai casi narrati in Wal-Mart – The hig cost of low cost («Wal-Mart – Il grande costo del basso prezzo») di Robert Greenwald presentato ieri alla Berlinale nella sezione Panorama. Wal-Mart è la famosa catena americana di prodotti per il bricolage la cui competitività imprenditoriale – definibile aggressiva - ha gettato sul lastrico decine di altre piccole aziende dello stesso settore.
Greenwald ha girato questo documentario partendo dalle dichiarazioni dell’amministratore delegato della Wal-Mart, Lee Scot, che decanta la grandezza della propria azienda davanti a evidenti casi di abuso della legge e di mancato rispetto dell’ambiente: «In ogni Stato americano dove c’è Wal-Mart, c`è lavoro e sicurezza per migliaia di persone. Le nostre fabbriche in Cina e Bangladesh producono con sistemi all’avanguardia nel rispetto delle popolazioni locali. Siamo la prova del sogno americano». Greenwald in cento minuti di documentario prova il contrario scendendo a fondo nelle storie delle famiglie costrette a chiudere le loro rivendite, dopo aver vissuto l’umiliante agonia della scomparsa dei clienti, attratti nell’orbita del colosso a buon prezzo. Come la catena Hunter & Hunter, con filiali in Virginia dai primi del Novecento e la cui perdita secca è stata di oltre cinque milioni di dollari.
Con la telecamera nascosta Greenwald si è anche recato nelle fabbriche di Wal-Mart in Cina, intervistando alcune delle giovani dipendenti, costrette a cucire e a montare in ambienti angusti e per tre dollari al giorno. In Bangladesh invece sono dei bambini alla catena di montaggio, molti dei quali lavorano anche di notte e senza i più elementari sistemi di protezione per mani e piedi. Mentre il fatturato annuo per la vendita dei prodotti assemblati nel terzo mondo, supera i sei biliardi di dollari. In patria, poi, i parcheggi di Wal-Mart sono diventati un caso per stampa e polizia.
Nel 2005, per il mancato funzionamento delle camere a circuito chiuso si sono moltiplicati i casi di rapimento di bimbi e i colpevoli non sono mai stati trovati. Stessa cosa per gli omicidi e le rapine fatte ai clienti usciti dal magazzino... Di fronte a ciò la lega dei cristiani avventisti ha alimentato dei comitati di resistenza con picchetti di dimostranti davanti i nuovi cantieri della catena e davanti la Casa Bianca, per revocare alla Wal-Mart i permessi.
La Louisiana è stata la prima a raggiungere lo scopo e costituendo un precedente giudiziario ha funzionato da esempio per gli altri Stati. Con il risultato che dei quattrocento nuovi punti vendita pianificati nel 2005 in tutti gli Stati Uniti, ne sono stati aperti solo sette. Dopo la proiezione il regista si è detto preoccupato perché la legislazione americana non tutela le piccole catene di distribuzione commerciale.