Quanto vale «ammiccare» a Berlusconi

Il titolo M&C, al debutto due giorni fa, ha fatto un balzo del 18 per cento. Il fondo salva imprese promosso da Carlo De Benedetti e nato da una costola di Cdb Web ieri ha invece perso il 7 per cento. E nel giorno dell’esordio l’agenzia di stampa Ansa ha diffuso, alle 12.12 del mattino, la seguente nota: «L’ingresso di Berlusconi in M&C? Possibile». Questo il commento di De Benedetti in merito alle voci riguardanti l’interesse dell’ex premier Berlusconi sull’ingresso in M&C, società di private equity quotata in Borsa e presieduta dallo stesso De Benedetti, come investitore istituzionale. «Berlusconi era al corrente della nostra iniziativa - ha precisato l’ingegnere - e aveva manifestato interesse a entrare nella nostra società, ma per ragioni di opportunità politica, visto che era presidente del Consiglio, abbiamo preferito non concretizzare l’operazione. Lui ha capito il problema e ha accettato di rinunciare. Adesso il round è chiuso però può sempre comprare le nostre azioni». La scelta degli organi di stampa è stata articolata. Alcuni quotodiani hanno messo in rilievo «l’ipotesi Berlusconi». Il Giornale, edito dal fratello dell’ex presidente del Consiglio, ha inserito l’informazione nell’ultima riga del suo resoconto. Il punto non è discettare sulle diverse scelte dei quotidiani. Piuttosto capire come si applichi la nuova normativa sul market abuse. Pensata a tutela dei risparmiatori, può essere oggetto di diverse interpretazioni. In particolare l’articolo 187 ter (stiamo diventando tutti legali in provetta), sulle manipolazioni di mercato recita: «Salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro ventimila a euro cinque milioni chiunque, tramite mezzi di informazione, compreso internet od ogni altro mezzo, diffonde informazioni, voci o notizie false o fuorvianti che forniscano o siano suscettibili di fornire indicazioni false ovvero fuorvianti in merito agli strumenti finanziari». «Ammiccare» al possibile ingresso di Berlusconi in una società quotata rende. E Cdb lo sa bene. Quando il 29 luglio del 2005 fu annunciato il possibile ingresso dell’allora premier, il titolo Cdb Web fece un balzo in Borsa di un euro da 3,24 a 4,27. Ma è anche vero che Cdb due giorni fa si è semplicemente limitato a confermare l’ipotesi teorica che Berlusconi, «come chiunque» potesse comprare in Borsa un titolo liberamente fluttuante. La legge sul market abuse, novella grida manzoniana, non ci dice però se e in che misura «ammiccare» sia lecito.