Quanto vale un uomo? Nei gulag, con dignità

In libreria i
quaderni di Evfrosinja Kersnovskaja: la prima testimonianza
illustrata della vita quotidiana all’interno di un lager russo. Ecco le memorie della narratrice che non è mai diventata vittima

Milano - Se il saggio di Aleksandr Solzenicyn ha sollevato il velo sull'arcipelago gulag, i quaderni di Evfrosinja Kersnovskaja sono la prima testimonianza illustrata della vita quotidiana all’interno di un lager russo. Edito da Bompiani in anteprima mondiale, Quanto vale un uomo si imprime nella memoria e nel cuore del lettore per il tono della narratrice, una sopravvissuta che non diventa mai vittima.

Storia di una deportazione Nata come proprietaria terriera da un’aristocratica famiglia greco-russa, l’autrice, dopo l’occupazione sovietica della sua Bessarabia, diventa prima bracciante e poi viene deportata in Siberia. Condannata al massacrante lavoro del taglio del bosco, riesce a fuggire e percorre a piedi, da sola, 1500 chilometri nella tajga. Catturata e condannata alla fucilazione, la pena le viene commutata e viene rinchiusa nel lager di Norilsk, uno dei più famosi del sistema del gulag staliniano. Nonostante il freddo, la fame, le privazioni, il duro lavoro in miniera e le angherie, grazie alla sua cultura e alla sua statura morale, Evrfosinja riesce a non perdere mai dignità e coraggio, tanto da essere considerata, oggi, in madrepatria, alla stregua di una santa o di una martire.

La cultura come salvezza Per lei la cultura funzionò come un’ancora di salvezza, tanto che in una cella di rigore, d’inverno, completamente nuda, in una stanza piena di escrementi, resistette declamando ad alta voce versi del suo poeta preferito. La dignità fu l’estrema barriera che la separò dall’abbrutimento morale: il titolo del suo libro, che richiama la testimonianza sul lager di Primo Levi, fa riferimento a un episodio raccontato nei diari, quando le fu chiesto di firmare un protocollo menzognero e lei, nonostante le percosse, rispose fiera: "Quanto vale un uomo? vale quanto la sua parola".

I quaderni della Kersnovskaja I suoi quaderni, scritti tra il 1965 e il 1972, furono trascritti in bella copia e nascosti al Kgb dalla famiglia Chapkovskij, che si prese cura di lei fino alla morte, avvenuta nel 1994. La prima, parziale, pubblicazione dei diari risale a perestrojka avvenuta, nel 1990, sulla rivista Ogoniok, che nell’occasione registrò la tiratura record di 4 milioni e mezzo di copie. Delle 1470 pagine dedicate alla sua triste avventura, in Russia uscirono solo estratti fino al 2006, quando fu editata una versione oversize da 4 chili e mezzo, "un’assurdità che nessuno può leggere nè comprare - commenta l’erede dell’autrice, Igor Chapkosvkij - visto che costa 250 dollari". La curatrice Elena Kostioukovitch decise di portare il maxi tomo alla fiera del libro di Francoforte, dove l’editor di Bompiani Mario Andreose decise di acquisirne i diritti per una versione più maneggevole, subito venduta in America e Francia.