Quanto valgono le reti Edison e Aem?

Il naturale acquirente, Terna, avrebbe offerto troppo poco. Macquarie e Clessidra in pole position

da Milano

Ma quanto valgono le reti ad alta tensione Edison e Aem? E, soprattutto, chi se le comprerà? In teoria l’acquirente naturale dei 2.700 chilometri di linee dei due gruppi dovrebbe essere Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, che possiede oltre il 90% di tutta la «ragnatela» ad alta tensione che collega le centrali alla rete di distribuzione. Edison possiede il 5%, Aem intorno al 2%, poi ci sono le Ferrovie.
Ma a questo punto iniziano i dolori: Terna punta con decisione ad acquisire le due reti, ma, stando ai «si dice», offre troppo poco, pur in presenza di un incentivo di 14 milioni varato dall’Authority per l’energia. Nel frattempo si fanno avanti altri, in particolare fondi di investimento, attirati da una attività regolata che offre un margine operativo lordo da 61% per Edison e del 64% per Aem. Due sarebbero in pole position: Macquarie e Clessidra. Il primo avrebbe fatto un’offerta interessante, ben superiore al valore di libro delle partecipazioni, il secondo è ben noto ai vertici di Foro Buonaparte perché ha già acquistato la rete del gas Edison e a distanza di due anni non l’ha ancora rivenduta, pur potendone ricavare plusvalenze interessanti. Il che significa che i margini operativi lo sono ancora di più.
E con questi margini i fondi possono permettersi di acquistare facendo leva soprattutto sul credito, sapendo di poter contare su rendimenti che sono garantiti dalla regolamentazione delle tariffe. E anche gli ingenti investimenti che richiedono le reti non preoccupano più di tanto, dato appunto i ritorni offerti dall’attività. «Siamo molto avanti, è finita la fase di offerte non vincolanti, passeremo a quelle vincolanti» ha detto ieri Giuliano Zuccoli, presidente e ad di Aem e presidente di Edison.