Via Quaranta, molti genitori ci ripensano

Intanto si cerca una sede idonea per far proseguire l’attività didattica in modo privato

Augusto Pozzoli

Cresce il numero dei genitori egiziani che hanno accettato di iscrivere i figli in un istituto statale in alternativa alla scuola di via Quaranta. «Venti ragazzini sono già a posto – dice Rosy Spadaro, la responsabile dello sportello aperto presso il Csa di via Ripamonti per assistere le famiglie interessate –. Di questi abbiamo già avuto riscontro dalle scuole, ma sappiamo che altri stanno seguendo la stessa strada, anche perché ci sono genitori che non hanno partecipato all’assemblea del liceo Einstein e man mano che ricevono via posta la comunicazione della nostra proposta, si fanno vivi». Un’operazione che talora presenta qualche problema. Ad esempio un bimbo si è presentato alle elementari di via Brunicci ma gli hanno detto che non c’era posto: «Allora – continua Spadaro – abbiamo pregato il dirigente scolastico di accompagnarlo nella scuola più vicina. Non vorremmo che si facesse la fine della tela di Penelope: noi facciamo tanto per creare un’alternativa alla struttura inagibile, e poi le scuole disfano il nostro sforzo». Non tutti i dirigenti in effetti si stanno dimostrando pronti a rispondere alla domanda di iscrizione dei bimbi egiziani: «Ci hanno chiesto se possiamo fare entrare in classe subito questi alunni – dice ancora la responsabile dello sportello –. Ovviamente abbiamo spiegato alle famiglie cosa fare. E domani (oggi per chi legge, nrd) il primo alunno di via Quaranta farà ingresso in una classe normale. Questi bambini vanno trattati come gli stranieri neoarrivati: hanno diritto all’istruzione, quindi vanno accolti. La prossima settimana riuniremo tutti i dirigenti scolastici coinvolti e insieme cercheremo di mettere a punto la strategia giusta per un’accoglienza adeguata». Resta uno zoccolo duro di famiglie che insistono per avere una loro scuola, e potrebbe intervenire il privato sociale. Si sta cercando una nuova sede, ovviamente agibile, in cui trasferire l’attività didattica a titolo del tutto privato.
Aumentano intanto le adesioni al presidio organizzato dalla Lega domani mattina in via Quaranta contro le lezioni all’aperto che le famiglie stanno svolgendo da lunedì: il consigliere provinciale di An, Giovanni De Nicola, presidente ha annunciato che il gruppo, con i comitati di quartiere aderenti al Fronte dei cittadini, parteciperà alla protesta. Il segretario cittadino dei Ds, Pierfrancesco Majorino, fa appello invece «agli esponenti locali del Carroccio perché annullino il presidio, anche a seguito dell’incidente che ha visto la morte del piccolo Samir». L’assessore provinciale all’Istruzione Giansandro Barzaghi propone intanto la creazione di «un tavolo interistituzionale» tra Comune, Provincia, Prefettura e Direzione scolastica regionale per dare «una risposta immediata all'emergenza». L’assessore lombardo della Lega, Davide Boni, ha scritto invece a sindaco e prefetto perché «l’ordine pubblico venga ripristinato il prima possibile». Il presidente dell'Associazione docenti cattolici Alberto Giannino, infine, ha presentato ieri in Questura una denuncia nei confronti dei genitori che stanno svolgendo il presidio in via Quaranta per il mancato rispetto degli obblighi scolastici da parte dei loro figli.