Quaresma a Milano Alla fine Mourinho vince la sua partita

Il portoghese è arrivato ieri sera: per lui un contratto di 4 anni. Oggi le visite mediche

Oriali e Branca sono stati lì fino a tarda sera a sferragliare e limare col Porto per Quaresma, chiuso a 20 milioni più il cartellino del giovane Pelè valutato sette, pagamento in tre anni. Il cigano è già arrivato a Milano, per lui contratto di quattro anni e visite mediche stamattina. Meglio così perché gli amici dell’Inter avevano ufficialmente già aperto il conflitto fra il presidente e il suo attuale allenatore, spiegando che Moratti non sarebbe stato affatto contento del pari di Marassi e quindi non voleva più esaudire il desiderio di Mourinho. Scenario quasi apocalittico, non ci sono screzi fra Moratti e Mourinho, semmai fra attaccanti e gol: ecco cosa sta succedendo dalle parti di via Durini e nella dépendance di Appiano.
La squadra è rientrata nella notte da Genova ma è bastata una carambola per far volare giù il tecnico portoghese, merito di Delvecchio che segna il quarto gol all’Inter in 840 minuti di gioco fra ritiro di Riscone, memorial Beckenbauer ed Eusebio, tornei Tim e Amsterdam, Supercoppa e prima di campionato. Un gol ogni 210 minuti compresi i supplementari con la Roma. Non sarebbe male perfino per una difesa al completo. Al Ferraris comunque sembra sia andata in campo l’ultima emergenza: Materazzi ha fatto un rientro positivo, Chivu è stato convocato dal ct Piturca per le qualificazioni mondiali e dovrebbe fare il suo esordio il 16 settembre, prima di Champions con il Panathinaikos, Cordoba con la Samp era in panchina e venerdì a Locarno sarà in campo alle 18 per un’amichevole organizzata apposta per lui, o quasi. Samuel è sulla strada della completa guarigione, Burdisso potrebbe tornare a disposizione per la ripresa del campionato, per Rivas occorre ancora un altro mesetto. Ma una squadra che parte per lasciare solo macerie al suo passaggio non può raccontare storie di questo tipo, anche perché i problemi sono stati altri. È vero che per sopperire alla moria di difensori Mourinho ha dovuto retrocedere Cambiasso, ma è altrettanto vero che finora il routilante attacco nerazzurro, cinque centravanti, due ali e un eclettico, così come li ha definiti Mourinho, ha prodotto l’avvilente ammontare di 8 reti, compresa quella di Burdisso al 45’ del primo tempo contro l’Al Hilal. Questa della difesa e dell’attacco sembra l’ennesima stravaganza della squadra, con un attacco atomico che ha prodotto un gol ogni 105 minuti di gioco. Eppure proprio Ibrahimovic si è detto soddisfatto: «Segniamo poco? Forse, ma a volte segni quando sbagli. Io contro la Sampdoria l’ho colpita male e ho fatto gol, magari se la colpivo bene non segnavo». Ma Mourinho si è impuntato con Quaresma: «Tutti sanno che lo voglio - ha dichiarato sabato prima e dopo l’esordio di campionato -, anche il presidente lo sa». Sarebbe stata solo una frase di circostanza se nel frattempo il presidente non avesse invece riferito che le cose stavano diversamente: «L’attacco mi è piaciuto, Quaresma non serve». Da qui l’apertura del conflitto. In realtà è sembrato che Moratti avesse solo fatto il suo gioco al ribasso: non serve, o ce lo date a una cifra umana o ve lo potete tenere.
Ma l’Inter quest’anno dovrà parare anche i tiri che non esistono, è il ruolo di favorita che glielo impone. E poi non è certo che Ricardo Quaresma ora risolva il problema dell’attacco, gol ne ha sempre fatti pochi. Ma Mourinho a Marassi ha giocato 72 minuti con Figo in campo, con tutto il rispetto l’unico nerazzurro che ha ricevuto un giudizio negativo da tutta la stampa presente. Dicono che Mourinho lo abbia fatto apposta per far capire quanto Quaresma gli era necessario. Ma è solo un’altra cattiveria: se così fosse José avrebbe scelto la strada più tortuosa per far capire dove sta andando.