Quaresma se ne va Balotelli lo invidia: Londra resta un sogno

nostro inviato

a Concesio



Autostrada da paura, fila chilometrica sulla Milano-Brescia, bizzarro il mondo, nevica in tutto il Nord ma a Concesio piove. Balotelli e di lì, anche se adesso lo vedono in pochi, da un anno circa ha preso un appartamento a Milano, si è fatto nuovi amici, frequenta nuovi posti, magari fa shopping in Montenapo anche se i suoi fanno la fila ai saldi e sogna sempre di andare in Premier. Un desiderio tutto suo, partito da lui, un ragazzo di 18 anni appena compiuti con un milione di euro di ingaggio e sogni che si confondono con la realtà. Gli andava bene anche il City a Manchester, Londra sarebbe stata il massimo, probabilmente lo è per Ricardo Quaresma, ceduto fino a giugno al Chelsea su decisione convinta di Mourinho.
Grande retromarcia, un segnale per tutti, proprio l'unico calciatore voluto da José per l'Europa dell'Inter, non la gioca, con quasi trenta milioni di buoni motivi, il secondo tempo di San Siro è stata la prova provata che un errore è un errore e se non lo nascondi, guadagni in credibilità. L'operazione pare sia stata voluta principalmente da Josè: ha preso contatti diretti con il Chelsea, dopo aver ricevuto il via libera da Branca e Oriali, ma soprattutto dal presidente Moratti. Quaresma ha fatto poco, anzi niente, per evitare questo addio, Mourinho ha detto che la delusione maggiore è stata vederlo insicuro e frastornato nonostante avesse lavorato benissimo in questo ultimo mese: «Tutti eravamo convinti che fosse tornato il suo momento...». E Moratti si adegua di nuovo a vederlo partire in prestito gratuito dopo aver speso 27 milioni per acquistarlo: «Deve avere per forza molto di buono, anche se non ha avuto la fortuna di poterlo esprimere qui con noi. Capita certe volte che un giovane, nostro, possa fare un’esperienza fuori...»
“Trivela”, l’acquisto milionario dell’estate interista, ha fatto poco, Supermario invece è sicuro di non essersi mai tirato indietro, forse non avrà capito certi movimenti che Josè gli ha chiesto in partita, magari in allenamento sembra sempre che faccia un favore a qualcuno, ma che importa, lui è Supermario e a Concesio stanno tutti dalla sua parte: buono come il pane, generoso, gli fanno girare la testa e poi fa anche quello che non sarebbe giusto facesse un ragazzo della sua età. Niente di speciale, ma quella Mercedes a tettuccio scoperto in pieno inverno che esce da Appiano e sgasa sulla stradina asfaltata fino al bivio, non è stato un bel vedere: «Ma scommetto che appena è arrivato in autostrada il tettuccio l'ha tirato su, e poi quell'automobile non è neppure sua, gliel'hanno data per fargliela provare, gli girano attorno troppe persone e lui non sa dire di no a nessuno». Lo difendono tutti in paese. E se Materazzi gli ha detto che ha fatto una stupidaggine, vero o non vero, ha fatto bene, dicono, e non è stato certo questo il motivo del pianto. Pare sia stato un permesso negato, Balotelli si è presentato da Mourinho, magari con aria sufficiente, convinto di fare cosa corretta ma Josè ha preso una strada e non la cambia, su questo non ci sono condizionali. Ha visto la convocazione come una mancanza di stima, sbagliando, e l'ha rifiutata, errore più grave. Ma poi al pomeriggio era giù, molto giù, è andato con i genitori all'ospedale a trovare un caro amico, è stato lì con lui tutto il pomeriggio, questo è Balotelli quando si trasforma in Supermario.
Lui è amico di Santon ma il paragone gli fa male, qualcuno dice che adesso a Mario stanno facendo perdere la passione, proprio a lui che se non gioca due partite di fila sclera. La gente di Concesio si chiede perché Josè con lui non usi un po' di zucchero. Mourinho ha già fatto vedere che sa tornare sui suoi passi, con Balotelli è sicuro di agire per il bene del ragazzo, ma se Mario esce dai sogni, da qui a giugno prima o poi smetterà di piovere anche a Concesio.