Quartè e quintè trascinano l’ippica fuori dalla crisi

Ernesto Cazzaniga*

Vorrei commentare i primi risultati di un’appropriata politica, attuata e perseguita con coerenza e decisione, dalla dirigenza dell’Unire (il Coni dell’ippica), nonostante la marea quotidiana di critiche cattive e astiose proveniente dalle solite e «disinteressate» fonti. Ripeto per i più distratti: dopo la scadenza naturale della sconcertante avventura della precedente gestione Tris, l’Ente ha potuto mettere in atto una vera politica aggressiva al mercato delle scommesse, che nel frattempo si era radicalmente modificato ed espanso a favore di altri giochi. Il quartè ed il quintè in particolare stanno danno dei frutti forse anche al di sopra delle più rosee previsioni, in base ai risultati del primo mese, anche se ovviamente con tutti i problemi tecnici propri dell’avvio di queste nuove tipologie di scommesse e con una scarsa pubblicità sui giornali e in tutte le televisioni. Giova rilevare che, nonostante il buon risultato di queste nuove offerte, non vi è stata alcuna flessione sul gioco tradizionale, ma una tenuta sostanziale, addirittura con un leggero aumento. Il tutto in linea con le previsioni da tempo spiegate e rispiegate ai detrattori di professione, che non hanno mai voluto dare credito alla linea politica dell’Ente, ma solo hanno criticato senza mai proporre nulla di alternativo: il solito piove, governo ladro. È altamente probabile che, con l’andamento economico sopraccennato, entro la fine dell’anno si possa arrivare ad una sostanziale situazione di pareggio dei conti Unire, con una ragionevole previsione di crescita per gli anni successivi e su questo punto vorrei dire la mia. Abbiamo sostenuto l’ampliamento delle corse al mattino, ben sapendo che era un sacrificio necessario anche se non proprio graditissimo, ed anche qui critiche a valanga. Ma, se le previsioni si realizzeranno, abbiamo anche alcune imprescindibili indicazioni su cui vorrei soffermarmi: una volta raggiunto il pareggio dei conti ed una probabile ulteriore disponibilità economica da investire, vorremmo che la prima cosa da fare sia quella di potenziare la già iniziata categorizzazione degli ippodromi più importanti. Vorremmo che le prime risorse disponibili siano indirizzate al potenziamento dei tre grandi ippodromi metropolitani, Milano, Roma e Napoli. Con la creazione di eventi quotidiani che possano essere allo stesso livello dell’impianto francese di Vincennes. Ritengo che, solo in questo modo, potremo acquisire pubblico, appassionati ed anche investitori con idee e potenzialità allo stato non riscontrabili. L’altro giorno è stato riportato da alcuni giornali che l’ex campione del mondo di boxe, George Foreman, ha acquistato negli Stati Uniti dei cavalli di trotto alle Aste, vorremmo vedere anche da noi personaggi di rilievo pubblico, capaci di sollecitare l’interesse delle masse, entrare e partecipare attivamente al nostro sport. Ci rendiamo perfettamente conto che non sarà con i matinée che possiamo sperare di acquisire questo genere di persone che, come tutti possiamo constatare quotidianamente soprattutto con il calcio, muovono interessi enormi e interesse per il settore da loro frequentato. Naturalmente sarà indispensabile mettere in atto, un’opera di sostegno a livello mediatico di forte impatto, ma come appare chiaro dagli esiti in particolare del quintè, occorre riuscire a realizzare uno spettacolo che complessivamente possa dare la sensazione di perseguire e fare vivere un grande sogno, anche se a volte i sogni purtroppo non sempre si realizzano, però dobbiamo mettercela tutta in questo tentativo di rinnovamento dell’ippica dalle fondamenta. Dopo aver visto a Parigi, una volta di più, le emozioni di uno spettacolo così intenso, pieno di colori e di contenuti tecnici, non è certamente esaltante ciò che ci aspetta in casa nostra, diamoci da fare tutti, gli allevatori, lo ripeto ancora una volta, la loro parte la stanno facendo e se necessario si impegneranno ancora di più, le premesse ci sono per fare quello che una volta si definiva il salto di qualità, occorre che tutti una buona volta perseguino l’interesse generale e non il «particolare».
* presidente Anact (Associazione nazionale allevatori cavallo trottatore)