La quarta vita di Jane Fonda: «Il mio segreto? Molto sesso»

Da Barbarella a pasionaria rossa a donna d’affari miliardaria. Ora a 70 anni un nuovo film, un altro libro, copioni, pubblicità, memorie

Nostro inviato a Cannes

È stata la Barbarella della fine degli anni Sessanta, la protestataria e pasionaria di sinistra degli anni Settanta, la donna d'affari sposata a un plurimiliardario degli Ottanta. Ieri a Cannes le varie esistenze precedenti di Jane Fonda sono state riassunte in una Palma d'oro alla carriera, la quarta ad essere assegnata dopo quelle a Gerard Oury, Jeanne Moreau e Alain Resnais, in un omaggio a quella comunque irraggiungibile del padre, in un nuovo corso cinematografico e professionale. Una campagna pubblicitaria per l'Oréal, un nuovo film, Georgia Rule, un nuovo libro, How to have a Great Third Act, come riuscire in una terza vita, insomma.
Quando le domandano il segreto della sua longevità, la settantenne Jane dice sorridendo che si tratta di «sex, lots of sex»... In Georgia Rule interpreta una nonna mormone che scopre gli abusi sessuali del genero sulla nipotina, mentre la mamma chiude gli occhi. «Racconto di una donna che ha delle regole, struttura la sua vita, erige delle barriere». Il personaggio rientra nella linea dei film impegnati, da Non si uccidono così anche i cavalli a Giulia, a Sindrome cinese, donne mai passive, spesso vendicative. Proprio l'opposto, e sembra un paradosso, per chi è stata in fondo una sposa sempre sottomessa ai vari mariti, da Roger Vadim, che ne fece una sorta di giocattolo sessuale, a Ted Turner, il potente tycoon americano che la seppellì praticamente nel suo ranch, passando per l'attivista di sinistra Tom Hayden, grazie al quale non ci fu elemento della controcultura che la Fonda non abbracciò. Quando si recò ad Hanoi a stringere la mano a Ho Chi Min, fra lei e una certa parte dell'America si aprì un solco che neppure le successive revisioni critiche sulla guerra del Vietnam dall'attrice fatte sono riuscite veramente a colmare.
Il perché di una personalità così complessa e contraddittoria sta in un'infanzia difficile, complicata da relazioni familiari infelici. La madre morta suicida, il fratello Peter che sopravvive a un colpo di fucile sparatosi nel ventre, il padre assente fisicamente, gelido sentimentalmente. Mentre quest'ultimo gira film, Jane gira collegi e Paesi: è allevata negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Francia. A sedici anni l'incontro con Roger Vadim le cambia la vita, ne diviene l'icona cinematografica dopo Brigitte Bardot, uno strumento di piacere nella vita privata.
Il suo ultimo film era stato Old Gringo ed era venuto dopo l'ultimo matrimonio, scandaloso anche questo, con il già citato Ted Turner. Scandaloso perché, visto che per tutti gli anni Settanta e Ottanta, la Fonda era stata la quintessenza della controcultura, ritrovarsela sposata a chi riteneva Ronald Reagan un presidente di sinistra, faceva inorridire. «Traditrice», si cominciò a dire sempre più ad alta voce, assetata di dollari. Sono gli anni in cui Jane è chic, frequenta le beautyfarm, mangia cibo biologico, segue corsi di yoga e si fa rifare i seni, una sorta di Sue Ellen di Dallas...
Adesso, di nuovo, è ripartita, finalmente stanca del marito, del suo ranch, dei cavalli di razza... Negli Stati Uniti Michael Avalon le ha dedicato un disco, Do The Jane Fonda, che è già un successo, piovono i copioni cinematografici, i contratti pubblicitari, gli inviti a scrivere le proprie memorie «Mettere la mia vita in pagina è per me un modo di ricostruirmi» dice.
Dopo tante vite, insomma, ancora una svolta.