Quartetto d’archi per Giorgia «unplugged»

Simone Mercurio

La sua esplosiva e deflagrante carica soul e R & B ha rumorosamente detonato, manifestandosi al grande pubblico, solo lo scorso anno dopo la pubblicazione e poi il grande successo del disco Unplugged registrato per Mtv. Aldilà della gabbia dove era stata rinchiusa sin dai suoi esordi, in questo disco è venuta finalmente allo scoperto la vera Giorgia. Quella che da anni viene fuori solo nei concerti, quando decide di lasciarsi andare e tirare fuori tutta la sua forte carica. Romana «de’ Roma», Giorgia, al secolo Giorgia Todrani, torna questa sera al Palalottomatica, dalle 21, nella tappa capitolina del suo «Unplugged Session Tour 2005».
L’atmosfera intima ed emozionante della formula unplugged, i raffinati arrangiamenti in chiave acustica, fanno di questo appuntamento un evento da segnalare. Prodotto da D’Alessandro e Galli, il tour nasce con la sfida di ricreare l’atmosfera acustica riprodotta sul disco, in spazi totalmente diversi, ad ogni data. Teatri, club, palasport, spazi differenti per un pubblico differente, per un live tour che è un vero «work in progress».
Così accade, che sui grandi palchi dei palasport la musica di Giorgia fa vivere il calore e l’intimità del concerto acustico, mentre nei teatri si coglie una raffinatezza e una classe del suono e degli arrangiamenti. Infine, i club dove la musica è allo stato puro e lo spazio piccolo porta alla sperimentazione e alle improvvisazioni in jam session della cantante romana. Un tour «elastico», mutevole e mutante, dunque, dotato di una struttura scenica che si adatterà di volta in volta agli spazi ospitanti.
«Per quanto si segua una scaletta - ha precisa Giorgia - i concerti sono ovviamente diversi ogni sera, soprattutto in questa esperienza in cui non abbiamo supporti elettronici preregistrati e avremo libere occasioni per l’improvvisazione, stavolta ogni concerto sarà come un viaggio musicale che vale la pena di fare». Al fianco di Giorgia, oltre alla sua collaudata band, sarà una corista con un quartetto d’archi, per un totale di ben undici artisti sul palco.