Quartetto diviso su Hamas-Fatah

La parola d’ordine è aspettare e vedere. Aspettare la nascita del nuovo esecutivo d’unità nazionale palestinese. Vedere se farà qualche passo verso il riconoscimento d’Israele, l’ accettazione degli accordi di pace pregressi, la rinuncia alla violenza. Su quei tre punti cardine sembra vicino a spaccarsi lo stesso «Quartetto Diplomatico» che li ha fissati. L’incontro di Berlino di mercoledì, concluso dall’ambigua formula dell’«aspettiamo e vediamo» mostra i sintomi di una nuova frattura tra Stati Uniti e Russia. Trasportando in seno al Quartetto i dissidi con Washington, Mosca propone un accantonamento dell’embargo e dei tre principi cardine. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, interpretando a proprio modo le parole del segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon, ha chiesto di conceder maggiori appoggi agli sforzi palestinesi per bloccare la guerra civile. «Le dichiarazioni del segretario generale appoggiano la formazione di un nuovo governo palestinese quindi è scontato - ha detto Lavrov - che i prossimi passi puntino ad appoggiare i palestinesi». L’ipotesi di una spaccatura ha fatto bloccare la riunione. Ma intanto in Europa molti sembrano pronti a seguire Mosca. Così anche per la Farnesina la nascita di quel governo palestinese pronto ad ignorare, secondo gli accordi della Mecca, il riconoscimento d’Israele e gli altri principi fissati dal Quartetto diventa «fatto nuovo ed estremamente positivo» .