In quartetto Wayne Shorter, il sax prediletto da Davis

Domani sera al teatro Manzoni il famoso sassofonista chiude l’Aperitivo con Perez, Patitucci e Brian Blade

Dice bene la direzione di Aperitivo in Concerto, nell’annunciare l’appuntamento di chiusura della stagione domani alle 21 al Teatro Manzoni: «È un autentico evento, e per una volta questo termine non è affatto esagerato». Va in scena infatti il quartetto del sassofonista Wayne Shorter con Danilo Perez pianoforte, John Patitucci contrabbasso e basso elettrico, Brian Blade batteria. L’evento è tale perché il quartetto è considerato da molti il migliore in attività, oggi, nel jazz mondiale; ed è tale soprattutto per Milano, perché Shorter è assente da molti anni dal capoluogo lombardo.
Il concerto suggella una stagione straordinaria di Aperitivo, la ventiduesima, che ha registrato il tutto esaurito in ogni spettacolo programmato e ha saputo varcare con successo i confini della musica in senso stretto, intesa comunque senza confini al suo interno: basti citare le presenze di Diavolo Dance Theater, Hubbard Street Dance Chicago, VisionIntoArt e di Laurie Anderson. I cultori dei suoni contemporanei hanno avuto sempre grandi motivi di soddisfazione (si pensi a Dave Douglas, Jack Dejohnette, Oregon, Steve Swallow, Lee Konitz). In due casi, tuttavia, il loro entusiasmo è stato intenso al punto che ancora parlano e discutono degli avvenimenti (anzi, degli eventi). Si allude al concerto Moonchild ideato da John Zorn e al quartetto Bass Desires di Marc Johnson, John Scofield, Bill Frisell e Peter Erskine.
Ma ritorniamo al Wayne Shorter Quartet, i cui componenti sono considerati ciascuno ai vertici quanto meno del proprio strumento. Shorter è uno dei maestri del jazz di tutti i tempi come sassofonista tenore e soprano, compositore e direttore. Formatosi alla scuola di John Coltrane, il suo talento gli permette molto presto di conseguire uno stile autonomo, percepibile fin dalle prime scritture - tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta - con Horace Silver e Maynard Ferguson. Decolla definitivamente nei famosi Art Messengers di Art Blakey, ai quali lo sottrae Miles Davis per il suo mitico quintetto con Herbie Hancock, Ron Carter e Tony Williams. Dopo la svolta «elettrica» di Davis, Shorter fonda con Joe Zawinul un altro brillante complesso storico, i Weather Report che si sciolgono alla fine del 1986.
Comincia qui un decennio in cui Shorter dirige gruppi propri con sodalizi anche extra jazzistici, mentre si dedica alla scoperta di talenti in parte femminili (Geri Allen, Marilyn Mazur, Terry Line Carrington, Brian Blade). Ritorna in pieno ai cd e ai concerti di jazz dopo lo choc della morte della moglie Ana Maria in un incidente aereo (1996). Nel 1997 è in duo con Hancock con il quale trionfa a Pescara, quindi costruisce con paziente attenzione il progressivo affiatamento di questo aureo quartetto che si può considerare il suo gruppo del Duemila.
Wayne Shorter
teatro Manzoni, via Manzoni 42
domani sera ore 21