Il quartiere Brera invaso dai topi Fuga dal salotto buono della città

Da settimane centinaia di ratti escono dagli scantinati per riversarsi
nelle strade del quartiere-bene di Milano. Abitanti terrorizzati e
commercianti sul piede di guerra: "È inaccettabile, così perdiamo
clienti e fascino"

Come due anni fa. Dopo aver saltato un turno (e quante malignità l’estate scorsa) Letizia Moratti torna al Meeting di Rimini. Elegantissima, gonna bianca e giacca pastello a fianco di un abbronzatissimo Roberto Formigoni super casual in jeans, camicia tribal e giubbino chiaro. Facce distese e rapporti tornati al sereno dopo i nervosismi d’inizio estate perché a settembre li aspettano dossier che scottano come quello di Expo o le alleanze per le prossime elezioni. Perché a Milano, qualunque cosa succeda al governo, si voterà comunque. «Per la politica nazionale - precisa lei - mi auguro che ci sia consapevolezza nel dovere di rispettare le scelte degli elettori e proseguire sul programma che ha consentito alla coalizione di vincere le elezioni».
Ma per Milano lady Letizia ha già pronta la campagna d’autunno. Trampolino per arrivare al suo secondo test con gli elettori. Ormai praticamente nessun dubbio sulla sua ricandidatura, l’impegno è a capovolgere i sondaggio che i maligni dicono non volgano al bello. Da aggiornare, magari, con l’agosto passato in città tra quartieri e periferie dove qualcuno si lamentava di non averla vista abbastanza. «Bene una Moratti più attenta alle piccole cose, come le abbiamo chiesto agli Stati generali», l’ha gratificata l’europarlamentare e consigliere Carlo Fidanza. Ed è chiaro quanto la Moratti in una campagna elettorale che si annuncia lunga e difficile abbia bisogno di Formigoni. E del popolo di Cl che ieri le ha dimostrato tutto il suo entusiasmo. Tanto che proprio a margine del suo intervento, la Moratti ha annunciato la sua strategia. A partire dall’appuntamento di settembre con gli assessori per verificare lo stato delle casse dopo i tagli della Finanziaria. Occasione per fare il punto sulle priorità da affrontare nell’ultimo scorcio del mandato e per ragionare sul prossimo programma elettorale.
Ieri anche un incontro con il ministro dell’Interno Roberto Maroni, perché in testa alle preoccupazioni del sindaco c’è la criminalità. Con la richiesta al governo di inasprimenti al reato di clandestinità. «Sicurezza significa politiche che contrastino l’immigrazione clandestina e che favoriscano l’integrazione - ha spiegato - Io credo che debba essere rafforzato il reato di clandestinità. In questo momento essere clandestini è reato, ma un clandestino che ha altri reati non può essere espulso dal nostro Paese fino a quando non è stato giudicato e ha scontato la pena». La soluzione? «Gli altri reati dovrebbero essere assorbiti nel reato di clandestinità, in modo che chi abbia commesso reati, possa essere espulso». In vista anche «l’estensione delle ordinanze a via Imbonati». Altri punti in agenda? Traffico ed Expo.