QUARTIERE DELLE VITTORIE

Marcello Viaggio

Via Muggia, quartiere Delle Vittorie, sul grosso cartello del Comune di Roma che annuncia il Pup, spicca la scritta nera a pennarello: «Imbroglioni». Gli abitanti sono esasperati. Ieri pomeriggio l’incontro del comitato di quartiere con l’assessore comunale alla Mobilità, Mauro Calamante: una lunga discussione, senza vie d’uscita. L’incontro si è protratto fino quasi a sera; si profila concreta l’ipotesi di una manifestazione di protesta. In una pausa della riunione, molti cittadini hanno affermato che l’unica soluzione ormai è affidarsi alla magistratura.
Ai box auto, esattamente 142, i residenti di via Muggia dicono no da oltre due anni. Per ora in strada ci sono solo le reti di recinzione e un grosso bidone arrugginito abbandonato. Il cantiere è stato aperto il 2 luglio 2004, per chiudersi pochi giorni dopo. Cantieri fermi da un pezzo anche a piazza Cascino, lungo via Corridoni, circa 200 posti auto. Fra topi e immondizia. Mentre da ormai cinque lunghi anni dura lo scempio della strada in via Oslavia, 300 box sotterranei bloccati dal Consiglio di Stato e fermi alla magistratura civile. Il quartiere Delle Vittorie rischia di diventare un’unica, immensa gruviera. A non troppa distanza, nei giardini di piazza Cavour, il Comune sta iniziando nuovi scavi: dovrebbero arrivare altri 150-200 box, se i sondaggi saranno positivi. Un assedio degno di Forte Apache. Con box quasi sempre inutili. Ogni volta contestati a colpi di carta bollata al Tar o al tribunale di piazzale Clodio.
«Il caso di via Muggia è indicativo - spiega Rosita Torre, consigliera del XVII municipio e storica portavoce degli abitanti -. La gente i box non li vuole, per il semplice motivo che in quei palazzi ci sono già i garage». La protesta trae origine anche dal fatto che il terreno sottostante è melmoso per via delle acque sotterranee provenienti da Monte Mario. «Non è stata effettuata alcuna indagine del sottosuolo né sulla staticità degli edifici» contestano gli abitanti. In molte cantine sono ogni giorno in funzione le pompe per aspirare l’acqua. «Dalle nostre indagini - prosegue la Torre - è emerso che al Comune è stato depositato solo il preliminare, non il vero e proprio progetto. È per questo che si è fermato tutto, per consentire i sondaggi del terreno. C’è solo da meravigliarsi che all’impresa abbiano concesso l’occupazione di suolo pubblico ed il permesso di costruire senza aver fatto prima i rilievi».
Con gli abitanti di via Muggia si è schierata anche Forza Italia. Tre mesi fa l’eurodeputato Antonio Tajani ha indirizzato un’interpellanza al sindaco Veltroni per chiedere di «rescindere il contratto con la società Interprogetti srl; annullare le delibere del consiglio comunale n.560 del 1.10.2002 e n.50 del 28.1.2003; convocare una nuova conferenza di servizi alla quale partecipi anche il comitato di quartiere di via Muggia al fine di verificare l’idoneità della localizzazione individuata per la realizzazione dei parcheggi». L’interpellanza è purtroppo caduta nel vuoto.
Stessa sorte toccata anche alle risoluzioni del parlamentino locale. È cronaca di tre anni fa. Il 27 febbraio 2002 il XVII municipio dà il parere sui Pup deliberati dal Comune. Con una autentica pioggia di no. Bocciata via Muggia: la strada è troppo stretta. In più c’è la totale ostilità dei residenti. Parere negativo anche sugli 84 box di via Prestinari, sui 60 di via Caposile, sui 44 di via Faravelli, sui 58 di piazza del Fante e sui 49 di via Properzio. E no anche ai 237 posti di via Ferrari (da ricollocare in piazza delle Cinque Giornate). L’unico sì del Municipio arriva per i due progetti di via Corridoni: il primo a piazza Cascino, il secondo a piazza Bainsizza. Ironia della sorte, però, i cantieri sono fermi anche qui. «Il Comune continua a dare autorizzazioni a vuoto, senza coordinarsi con le sue aziende - accusa Rosita Torre - A via Corridoni si aspetta da oltre un anno lo spostamento dei sottoservizi dell’Acea: acqua, luce, fogne. Non si vede nessuno. Non si possono lasciare i cantieri fermi, ad accumulare immondizia ed ostacolare la circolazione inutilmente».