IL QUARTIERE FUORI CONTROLLO

(...) «Ufficialmente in città - spiega De Corato - risultano residenti 15mila 558 cinesi, cresciuti del 5 per cento circa rispetto all’anno scorso. Ma le stime è che siano molti di più, almeno il 50 per cento, come testimoniano i fotosegnalamenti di irregolari spesso trovati in appartamenti dormitorio, come alcuni giorni fa in via Mac Mahon. Dei 14 sequestri di appartamenti attuati recentemente solo dalla polizia municipale per affitto a clandestini o sfruttamento della prostituzione - aggiunge De Corato - 7 sono avvenuti a Sarpi. E più in generale ci sono state ben 32 operazioni dei ghisa nel quartiere contro bische, contraffazione, finti centri massaggi, finti ambulatori medici. Senza dimenticare le numerose violazioni igieniche degli esercizi commerciali scoperte dal Nucleo tutela consumatore della polizia municipale, che esegue controlli spesso in collaborazione con l’Asl Veterinaria». «Al di là del movente dell'omicidio - sottolinea De Corato - le continue attività illecite perpetrate dalla comunità cinese nel quartiere rischiano di fungere da ricettacolo di presenze e interessi che portano degrado. E il boom dei clandestini cinesi evidentemente rimanda a organizzazioni che hanno scoperto questo nuovo affare. Mi auguro che le indagini vadano a intercettare anche questi canali. Perché altrimenti nella rete finiscono solo i pesci piccoli. E chi gestisce il business ha gli anticorpi per continuare ad autoalimentarlo». Intanto ieri il dirigente della squadra mobile Francesco Messina ha fatto una breve ricostruzione dell’omicidio.
«Zang Yong Qiang era stato il fidanzato della 20enne Lu Xu Fang per un annetto, si erano conosciuti in Veneto - ha spiegato Messina -. La ragazza e il fratello Lux appartengono a una famiglia di brave persone, tutti regolari, che lavorano in una fabbrica di pellame nella zona di Magenta. Da un paio di mesi la relazione con Zang Yong, per volere della ragazza, era terminata, anche se il giovane tardava a farsene una ragione e più volte aveva chiesto alla ex di poterla rivedere. Venerdì l’uomo organizza un pranzo per il suo compleanno alla trattoria cinese “Long Chang”, all’angolo tra via Paolo Sarpi e via Aleardi, in piena Chinatown e invita un gruppetto di sette persone: due amici, la sua ex Lu Xu e suo fratello, il 25enne Lux (che, rimasto ferito nell’agguato mortale è ora ricoverato in prognosi riservata al Fatebenefratelli dopo l’operazione che gli ha salvato la vita). Questi ultimi arrivano accompagnati a loro volta da un’amica della ragazza, Ie Xiao e dal nuovo ragazzo di Lu Xu, Zang Huidi, 25 anni».
È così che nasce una schermaglia: Zang Yong comincia a provocare la sua ex e il nuovo ragazzo, a lanciar loro frecciatine. La giovane, sentendo che tira una brutta aria, si alza e fa per andarsene ed è allora, dentro il locale, che si verifica quello che Messina, escludendo la premeditazione, definisce «omicidio d’impeto»: Zang Yong prende un coltello dalla cucina e sferra due sole coltellate: al rivale e all’ex cognato Lu Xu. Questi si accascia sulla soglia del ristorante; l’altro fa qualche metro in più, attraversa la via Sarpi e stramazza al suolo all’angolo con via Rosmini dove muore subito. Poi l’assassino corre via, abbandona il coltello per strada, in via Fioravanti e sparisce. «Continuiamo a credere che si tratti di una vicenda puramente passionale e, perciò, completamente slegata da dinamiche malavitose: l’assassino è stato arrestato vicino a Teramo in Abruzzo - conclude Messina -. È scappato in autobus, poi ha preso un treno ed ha più volte cambiato le schede telefoniche. Voleva raggiungere Alba Adriatica perché lì aveva contatti pregressi di lavoro con un amico cinese».