Il quarto posto stonato della ritmica italiana: "Siamo state derubate"

Vince la Russia, davanti a Bielorussia e Cina. L'allenatrice della nazionale: "Uno scandalo, era già deciso tutto a tavolino". In lacrime le sei ginnaste: "Punite senza errori. Così non ha senso lottare"

Pechino - Piangono le ragazze piangono e con loro si disperano i genitori nascosti tra il pubblico e urla l’allenatrice di queste splendide e truccatissime figliole e medita tuoni e fulmini il presidente della Federazione Riccardo Agabio. Il lamentoso lamentiamoci degli azzurri stavolta è sacrosanto. Nulla di esagerato, perché i giudici della ginnastica l’hanno fatta davvero sporca. «È uno scandalo, non esiste che alla fine della premiazione chi è chiamato a giudicare vada ad abbracciare e baciare le atlete vincitrici» si sfoga Emanuela Maccarani, allenatrice delle sei giovani dee della ritmica nostrana, ventilando la sudditanza delle toghe ginniche dalla Russia. «Io non mi sarei accontentata neppure del bronzo: il podio era Bielorussia, Italia con Russia e Cina a giocarsi il terzo… come Paese dell’ovest ormai restiamo solo noi, e non so per quanto tempo, ma le nostre 41 medaglie in 48 mesi non sono un bluff…». E tuonano le fanciulle, «non ha senso lottare così, contro la politica, non ci sto proprio» singhiozza e si strofina gli occhi umidi e stanchi e lucidi la dolce Elisa Santoni. «Noi ci alleniamo otto ore al giorno - sospira - e non avremmo avuto alcun problema ad accettare il verdetto se avessimo commesso qualche errore… ma non abbiamo fatto sbagli. La Russia da sempre favorita dalle giurie l’avevamo messa in conto, ma che anche la Cina venisse premiata… Ci hanno sottratto il podio, lo meritavamo e invece niente…».

Invece tutto per le russe vincitrici nonostante una prova non eccelsa, invece tutto per le cinesi d’argento toccate dalla bacchetta magica di una fata giuridica, invece il bronzo per le bielorusse che forse meritavano di più. E poi le nostre fanciulle, quarte e a pezzi. Perché lo sport tutto lustrini e rimmel e finti sorrisi è diventato lo sport più avvelenato dell’olimpiade. Prima era successo con la sorella maggiore, la ginnastica artistica, «una vergogna il bronzo tolto a Coppolino agli anelli per dare l’argento a quel cinese» s’infervora Agabio, e ora è toccato alla ritmica del patinato sestetto vice campione del mondo nel 2007, vice campione olimpico nel 2004, mica delle pinco palla qualsiasi. Uno sport dove la graduatoria mondiale e i valori si costruiscono in anni e in cui, incredibilmente, la Cina è passata da zero allori in qualsiasi competizione all’argento.

«Era già tutto deciso - rincara la dose Agabio -, tutto deciso a tavolino, basta osservare le bielorusse che hanno preso meno delle russe andate decisamente peggio di loro. Secondo me c’era un accordo tra loro e la Bielorussia ha ceduto ma ci ha rimesso più del previsto visto che bisognava tirar sul podio anche la Cina». Insomma, un vero complotto. Intanto piangono le fanciulle piangono mentre si profila un intrigo internazionale con tanto di Paesi dell’est e una cortina anziché di ferro fatti di lustrini e sorrisi e incipriate. Sbotta anche il presidente del Coni Petrucci, scocciato anche perché Bruno Grandi, presidente della ginnastica internazionale si è limitato a dire alle ragazze «questo è lo sport»: «Se Grandi è contento del suo sport, io non lo sono. Mi pare un caso strano che la ginnastica italiana abbia avuto tre quarti posti in queste Olimpiadi (Coppolino agli anelli, Cassina alla sbarra e le ragazze, ndr). Ricordo che in passato proprio nella ginnastica internazionale ci sono stati casi di giudici corrotti. Si deve fare qualcosa… anche nostro Signore cacciò gli empi dal tempio».

Dunque, è Italia contro Russia e Bielorussia e Paesi dell’est e Cina, ma è anche Italia contro Italia visto lo scontro tra Petrucci e Grandi. Intanto, piangono le ragazze piangono: «Hanno distrutto un sogno» dice l'azzurra, anche se nome e cognome inquietano, Anzhelika Savrayuk; «Succedono cose più grandi di noi, mi auguro che qualcosa cambi per chi verrà dopo di noi» piange Marinella Falca; «Abbiamo la coscienza pulita» piange Fabrizia D’Ottavio; «Su diteci, diteci che cosa dovevamo fare di più? E le cinesi? Mai viste nella ritmica prima dei Giochi. Hanno fatto loro un regalo» piange ma di rabbia Elisa Blanchi. E questo sarebbe lo sport tutto sorrisi e lustrini.