Quartullo sceglie uno Shakespeare molto «moderno»

Un dramma attuale, mutuato da un classico del teatro shakespeariano, al servizio di un brillante interprete che ha deciso di scavarsi dentro per ritrovare nuove energie. Dopo gli applausi raccolti a Verona al Festival shakespeariano, con Timone d’Atene, Pino Quartullo cerca il bis a Cosmophonies. E sul proscenio del teatro romano di Ostia Antica stasera interpreterà l’amara vicenda di un uomo dal cuore generoso che, caduto in rovina, è costretto a saggiare l’egoismo della natura umana. Con la complicità del regista Jurij Ferrini, il quale ha rimaneggiato il dramma con tocchi brechtiani. L’interprete di Quando eravamo repressi e Storie d’amore con i crampi indosserà la maschera di Timone d’Atene, un uomo stonato rispetto alle complesse scelte relazionali del mondo; un idealista che antepone l’amore all’utile. Legato alla sua folle utopia della condivisione, Timone resta fedele al credo dell’amicizia intesa come valore universale, ma nessuno crederà alla sua onestà disinteressata scambiata dal mondo per pura logica di interesse. Caduto in povertà e abbandonato dagli amici, Timone abbandonerà Atene per vivere come una bestia e lasciarsi morire di fame.
«Non è difficile per noi, così immersi nella logica di mercato, comprendere la solitudine di quest’uomo lasciato solo nella sua caverna di angoscia a causa di spietati paradossi del mercato e di furbizie politiche» dice Jurij Ferrini che ha tagliato addosso alla sensibilità e all’ironia di Quartullo l’abito di un uomo messo a dura prova da vicende contraddittorie, e moderne, in una città senza tempo. «Mi piace far riflettere il pubblico mentre assiste alle rappresentazioni, per questo ho immaginato di costruire una Atene fatta di grandi archi ricavati da quelli visibili sulle banconote da 50 euro». «Il denaro? È l’agente tossico mortale della società» chiosa il regista che nell’allestimento di un dramma assurdo che parla di generosità e ingratitudine, non intende affatto salvare il mondo, ma semplicemente sottolineare l’evidenza: esiste una realtà che tutti abbiamo sotto gli occhi, e che nessuno pare vedere. Inizio spettacolo ore 21.30.