Quasi 10 miliardi di aiuti già bruciati dall’Occidente

da Pristina

Il Kosovo dichiara l’indipendenza e l’Europa paga il conto. Mille e 900 internazionali, fra poliziotti, avvocati e magistrati, oltre a 1200 reclute locali sostituiranno l’asfittica missione dell’Onu a Pristina. “Eulex”, che terrà a battesimo il Kosovo indipendente, è la più grande missione civile della storia dell’Ue. Il bilancio previsto per i primi sei mesi è di 205 milioni di euro. Inoltre la Commissione europea ha promosso 330 milioni di euro per lo sviluppo economico dal 2007 al 2010. La più alta percentuale di aiuti pro capite mai stanziata da Bruxelles.
Se aggiungiamo le spese sostenute fino ad oggi ci si rende conto che il Kosovo è un “buco nero” della comunità internazionale. Negli ultimi sette anni la missione Unmik ha speso 3 miliardi di euro, secondo i calcoli di esperti occidentali. Aggiungendo i costi della Nato, per mantenere un contingente di 16mila uomini compresi 2800 soldati italiani, si arriva a 9,6 miliardi di euro. In pratica un esborso totale di un miliardo e mezzo all’anno. Una marea di soldi per un paese che ha un’economia fallimentare e in cui il 65% della popolazione è disoccupata.