Quasi 3 anni di guai fisici

I guai fisici di Francesco Totti sono cominciati il 19 febbraio 2006: dopo pochi minuti di Roma-Empoli, un duro contrasto con Richard Vanigli gli provoca una frattura del perone con interessamento al legamenti della caviglia sinistra. La carriera del calciatore, le cui caviglie sono già martoriate da anni di falli e interventi degli avversari, sembra a rischio. Così come a rischio è la partecipazione al Mondiale tedesco che l’Italia vincerà a Berlino.
Totti lavora sodo dopo l’operazione, riceve l’incitamento del ct Lippi che gli assicura che lo aspetterà. Il numero dieci giallorosso riesce a recuperare in tempi record e a far parte della truppa azzurra sin dal ritiro di Coverciano. Il 17 giugno il capitano della Roma è in campo a Kaiserslautern nella partita con gli Usa. Totti segnerà anche il rigore decisivo nel quarto di finale con l’Australia due settimane più tardi.
Nella stagione 2006/2007 il capitano della Roma giocherà con continuità e vincerà la classifica marcatori, conquistando anche la Scarpa d’Oro come miglior cannoniere d’Europa. I brutti infortuni sembrano ricordi lontani, ma la stagione successiva parte subito con una forte contusione alla caviglia durante la sfida di Champions con lo Sporting Lisbona del 23 ottobre. Resterà fuori quasi due mesi, con una ricaduta all’avampiede durante un allenamento. Quando i guai sembrano finiti, ecco che il 19 aprile del 2008 durante Roma-Livorno si procura la parziale rottura del legamento crociato del ginocchio destro. Nuovo iter rieducativo e ancora un recupero da record: quattro mesi. Ma al suo rientro nella finale di Supercoppa con l’Inter di procura una distorsione alla caviglia sinistra, il primo dei contrattempi fisici dell’annata in corso (infiammazione al tendine rotuleo a settembre, lesione muscolare al bicipite femorale prima di Natale).