Quasi cento comuni al voto, tra primarie e toto-candidati

Non solo Roma: da Terracina a Fondi e Pomezia è già fermento per le amministrative di primavera Nessun candidato ufficiale, tanti nomi

Michela Giachetta

Primavera 2006, così lontana così vicina. Sarà quello il periodo delle elezioni amministrative che in regione interessano, almeno fino ad oggi, 95 dei 377 Comuni presenti. Ma c’è tempo fino al prossimo febbraio per «partecipare»: è questo il limite massimo previsto dalla legge ed è rivolto a quei Comuni in cui il sindaco o la giunta dovessero, per qualsiasi ragione, essere commissariati. Se la sfiducia dovesse arrivare, invece, dopo tale data, bisognerebbe aspettare un anno in più per andare nuovamente alle urne: in quel periodo verrebbe nominato un «commissario ad acta», in modo che la città coinvolta non si fermi, almeno per quanto riguarda l’ordinaria amministrazione.
Fermandoci alla situazione attuale, si sa che nella sola provincia di Roma sono 32 i Comuni in cui si voterà nella prossima primavera; 29, invece, nella provincia di Frosinone, 10 in quella di Rieti, 19 in quella di Viterbo e «solo» 5 nella provincia di Latina. Mancano ancora i nomi dei candidati ufficiali. Ma qualcosa, in alcuni Comuni, dietro le quinte si comincia a percepire.
A Terracina (Latina), ad esempio, per il centrodestra si ricandiderà con ogni probabilità il sindaco uscente Stefano Nardi; per il centrosinistra, invece, bisognerà aspettare le primarie che si svolgeranno il prossimo 16 ottobre, in concomitanza con quelle previste per le elezioni politiche. Al momento i candidati sono Domenico Zappone per la Margherita e l’ex sindaco Vincenzo Recchia per i Ds, ma ci si aspetta che scenda in campo anche l’avvocato Claudio De Felice. Pure i Verdi e Rifondazione comunista stanno pensando di proporre un qualche candidato. Spostandoci a Fondi (Latina), la situazione si presenta identica a quella di Terracina, nel senso che il sindaco uscente Luigi Parisella si ricandiderà e per il centrosinistra decideranno le primarie, la cui data è ancora incerta: Paolo Giardino si presenta con la Margherita, Onorato Mazzarrino, ex sindaco, con i Socialisti Pontini.
Passando alla provincia di Roma, e per la precisione a Civitavecchia, il centrosinistra dovrebbe presentare Bruno Saladino contro l’uscente sindaco Alessio De Sio, esponente di Forza Italia. A Pomezia, invece, la situazione si presenta più complicata: il 5 settembre, infatti, dopo le dimissioni presentate lo scorso 30 agosto dal sindaco Stefano Zappalà (Fi) e da diciassette consiglieri comunali, il prefetto di Roma Achille Serra ha nominato come commissario Francesco Avellone. Sarà dunque lui, a cui sono stati attribuiti i poteri del sindaco, della giunta e del consiglio, che guiderà la città fino alle elezioni. E considerato il nuovo cambio al vertice, la partita a Pomezia risulta più che mai aperta: troppo presto per fare nomi sia in uno schieramento che nell’altro. Anche se per il centrodestra si parla di Luigi Celori (An), in quanto primo dei non eletti nelle ultime elezioni regionali. Ma è probabile che Celori ambirà a un seggio alla Regione Lazio qualora qualcuno dei consiglieri regionali attualmente in carica dovesse partecipare come candidato alle elezioni politiche.
Per quanto riguarda il centrosinistra, invece, si sussurrano i nomi di Enrico De Fusco o di Angelo Capriotti (entrambi nelle schiere della Margherita), ma si tratta solamente di sussurri. Non si può parlare nemmeno di voci vere e proprie. Per conoscere i nomi dei candidati ufficiali, quindi, bisognerà aspettare ancora un po’. Anche se la primavera a nessuno pare poi così lontana.