Quasi fatto l’accordo Magiste-Bpi

da Milano

Si fa più vicino l’accordo fra Magiste e Bpi per la quota di oltre il 14% in Rcs data in pegno all’istituto di credito e si allontana così il rischio di fallimento per la Magiste, che avrebbe colpito Stefano Ricucci, ma anche la Bpi, che è rimasta praticamente l’unico creditore oltre al Fisco. L’incontro fra gli advisor della Magiste, Vitale & Associati e lo studio Ripa di Meana e i rappresentanti della Bpi che hanno esaminato il documento sulla situazione patrimoniale del gruppo romano, secondo alcune fonti, si è «svolto in un clima cordiale e adesso si va verso una soluzione transattiva della vicenda». L’incontro di ieri sarebbe stato di natura essenzialmente tecnico-giuridica, mentre gli altri aspetti della risistemazione delle quote sarebbero ormai superati e ci sarebbe l’accordo tra tutti gli interessati. Subito dopo la pausa di Pasqua, forse già martedì, si terrà quindi un nuovo incontro per avviare la fase conclusiva del negoziato fra le parti. Secondo indiscrezioni l’accordo potrebbe anche essere facilitato da un interesse dei Benetton e dei Marzotto ad acquisire almeno una parte della quota che fa capo a Magiste. I Benetton avrebbero dato la loro disponibilità a rilevare una quota intorno al 3%, i Marzotto si limiterebbero a un 2 per cento. Nessuno dei due gruppi coinvolti ha comunque voluto commentare la voce. Tra l’altro, l’amministratore delegato della Popolare Italiana, Divo Gronchi, avrebbe già verificato l’accordo del patto di sindacato Rcs sui nuovi nomi da far entrare nel libro soci. Le quote non cedute a Marzotto e Benetton potrebbero essere collocate sul mercato attraverso un’obbligazione convertibile. La quota sul mercato potrebbe inoltre essere, almeno in un certa misura, assorbita dalla stessa società editoriale attraverso un riacquisto di azioni proprie. Potenziali acquirenti per le azioni Rcs, hanno sottolineato più volte i vertici della Bpi, non mancherebbero.