Quasi un plebiscito per il pupillo di Bossi

da Varese

Nessuna sorpresa nella roccaforte leghista. A Varese Marco Reguzzoni presidente uscente della Provincia sostenuto da Lega Nord, Udc, Forza Italia, An, Nuova Dc, ha ottenuto il 66,9% mentre a Mario Aspesi, appoggiato da Ulivo, Rifondazione comunista, Pdci e Verdi, è andato il 25,6 per cento dei consensi. Nel 2002 Reguzzoni, ingegnere di Busto Arsizio oggi trentaseienne, era stato eletto al primo turno sfiorando il 58,6% dei voti e conquistando il primato di più giovane presidente di Provincia del Paese. Nello stesso anno Aspesi, oggi cinquantanovenne manager della società Autogrill, diventava sindaco di Cardano al Campo, comune vicino all’aeroporto di Malpensa. Nel frattempo Reguzzoni ha scalato posizioni nella Lega e ora è fra i dirigenti nazionali (anzi federali, come si dice nel Carroccio) più ascoltati da Umberto Bossi. Nel primo commento a caldo il vincitore delle elezioni ha sostenuto che si è trattato di «un voto per il federalismo. Roma non può non tener conto di questo bel risultato. I soldi devono rimanere da noi, è giunta l’ora dell’autonomia».
In lizza per la presidenza della Provincia c’erano anche Angela Forno, per i Socialisti uniti per la Costituente e Repubblicani, Max Ferrari (Fronte indipendentista Lombardia-fronte Nord), Paolo Caccia (Libertas democrazia cristiana, Udeur e Polo civico di centro), Angelo Ottaviani (Azione sociale), Alessandro Milani (Italia dei Valori) e infine, Alessio Nicoletti e il suo Movimento libero.
Da registrare infine la notevole disaffezione alle urne: la precentuale di votanti è stata a Varese del 54%, con un calo dell’8,3% rispetto a cinque anni fa.