«Quasi quasi da grande faccio l’editore»

«Ogni parte del libro che avete tra le mani (dal titolo ai testi, compresa la correzione delle bozze, gli elementi paratestuali, il comunicato stampa relativo al volume) è stata realizzata nel 2009 da noi studenti del Laboratorio di editoria che la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università Cattolica di Milano ha istituito, come ogni anno, a fianco del corso di Editoria libraria e multimediale per la laurea in Lettere moderne. Ci siamo appassionati al lavoro editoriale proprio come in un piccolo laboratorio artigiano...». Così gli universitari di oggi, domani editor, ricercatore iconografico, addetto stampa o editore, presentano il «prodotto» concreto di due anni di lavoro - ovvero, un libro - nel testo introduttivo di Quo vadis libro? Interviste sull'editoria italiana in tempo di crisi (Educatt), presentato ieri alla Cattolica di Milano dal coordinatore del corso Roberto Cicala, direttore editoriale di Interlinea. Il mercato editoriale librario sembra aver smesso di «sopravvivere» e, incurante della crisi, pare riservarci la sorpresa che gli italiani leggono. Sarà per questo che di «mestieri del libro» si torna a parlare: «Ai ragazzi queste professioni interessano sempre di più: ecco perché è importante fornire loro adeguate basi culturali per un'editoria di stampo umanistico», sostiene Cicala. Ma quali sono i consigli formativi per i giovani che scelgano di dedicarsi all'impresa editoriale? «C'è certamente spazio per chi vuole lavorare nel settore» risponde in Quo vadis libro? Oliviero Ponte di Pino, direttore editoriale di Garzanti. «Senza dimenticare che le abilità acquisite nei percorsi di formazione e attraverso le collaborazioni con gli editori possono essere utilissime anche in altri ambiti». E Laura Re Fraschini di Salani - quelli di Harry Potter - aggiunge: «La cosa più giusta da fare in Italia è frequentare i due corsi superiori di editoria: quello della Fondazione Mondadori a Milano o quello diretto da Umberto Eco a Bologna, iniziando anche a collaborare con le case editrici per letture di libri. E non arrendersi mai». A Milano le possibilità vanno dai corsi specialistici ad incursioni più brevi e mirate. Il corso in Editoria libraria e multimediale della Cattolica, ad esempio, attivo dal 2002, si frequenta per due annualità già nella laurea triennale: prevede la frequenza obbligatoria, esercitazioni e un test finale. Poi si può accedere al master in editoria sempre in Cattolica. Oppure a quello di Fondazione Mondadori, Associazione italiana editori e Università degli Studi, che offre oltre 400 ore di stage e tirocinio tra case editrici e agenzie letterarie. Per chi invece vuole tentare una «full immersion» intensiva, ci sono i tre giorni (i prossimi il 29/30/31 maggio) del corso di editoria Marcos y Marcos, in pista da dieci anni: «L'unico che abbia per docenti a tempo pieno due editori - spiega Claudia Tarolo - che raccontano come si porta al successo un autore. Questo per noi è l'anno del boom di Cristiano Cavina, lo scrittore-pizzaiolo de I frutti dimenticati, selezionato nella dozzina dello Strega, a cui non ci eravamo mai presentati prima. Ma anche come si gestisce una nuova collana, un progetto grafico, un contratto editoriale, come scegliere carta, tipografia e distribuzione. E come approfittare delle nuove tecnologie».