QUASI QUASI

In queste settimane, ho girato moltissimo per Genova. Anche e soprattutto i quartieri del Ponente, della Valpolcevera, della Valbisagno. E ho respirato un’aria nuova.
Un’aria, sinceramente inedita per la nostra città. Un’aria di scontentezza per la sinistra, per come sta governando, per lo scontro sotterraneo e spesso nemmeno più sotterraneo che sta attraversando un’Unione sempre più disunita. In alcuni casi, siamo alla guerra per bande o giù di lì. E anche la designazione a candidata sindaco di Marta Vincenzi, con tutte le macerie che si è lasciata dietro, vede ferite non ancora rimarginate. Per di più, le buste-paga e le pensioni tagliate toccano tutti e il pessimo governo di Prodi è un ulteriore argomento contro il centrosinistra.
Quest’aria di insoddisfazione è pesante, pesantissima. Prescinde addirittura dalle figure di Marta Vincenzi e Alessandro Repetto che, a tratti, ne sono solo vittime. Ma, sinceramente, non credo che si trasformerà in messi di voti diretti per Enrico Musso e Renata Oliveri. Non per colpa loro, per carità. Anzi, Enrico e Renata si sono spesi con generosità, hanno fatto e stanno facendo il possibile e l’impossibile. E, quindi, a loro, che abbiamo ammirato-incalzato-consigliato in questi mesi, va solo tutta la nostra ammirazione e il nostro plauso.
Il problema reale è che il voto, a Genova e in particolare in alcune zone di Genova, è assolutamente anelastico. E prescinde da candidati, scontentezza, mugugni. Ci si lamenta del sindaco o di Prodi tutto l’anno e poi lo si vota. É un caso che nei libri universitari di geografia politica è studiato addirittura a livello mondiale. Non c’è da esserne affatto orgogliosi, però è così.
E allora? Allora, questa volta c’è una speranza in più. E cioè che gli scontenti magari non voteranno Musso e Oliveri (anche se non bisogna porre limiti alla provvidenza), ma magari resteranno a casa. E - come abbiamo concordato recentemente anche con Musso - un voto di sinistra che si trasforma in astensionismo o, meglio ancora, in voto disgiunto a favore di Renata ed Enrico, è mezzo voto guadagnato.
Spetta agli elettori di centrodestra, quelli che magari spesso (colpevolmente) si astengono alle amministrative, portare l’altro mezzo voto. Se questo quadro si realizza, può succedere davvero di tutto. E non c’è bisogno di aggiungere altro.