«Quasi tutto il mercato è nelle mani dei rom»

«A Roma il mercato dei lavavetri è in mano, per l’80 per cento dei casi, a cittadini di origine romena, organizzati in famiglie riconoscibili, ben individuate e che vivono in campi nomadi spontanei o attrezzati». A renderlo noto è il comandante dell’VIII gruppo della polizia municipale Antonio Di Maggio. Le zone della capitale più «colpite» dal fenomeno sono l’Eur, viale Marconi, Porta Maggiore, piazzale del Verano e il quartiere Prati. Il lavoro dei lavavetri conta, circa, un migliaio di persone tra adulti e bambini che si dedicano anche all’accattonaggio. Secondo Di Maggio «le attuali norme sono pressoché inefficaci nei confronti degli autori di questi comportamenti specifici, salvo naturalmente che non concorra la violenza e la minaccia. Solo nel caso della riduzione in schiavitù, poi, si può procedere all’arresto, negli altri casi c’è la denuncia in stato di libertà».