Quattro casi negli ultimi 15 mesi: colpi messi a segno da nomadi

Pochi mesi prima, il 14 dicembre 2006, tre uomini a volto coperto fanno irruzione in una villa, trasformata in azienda agricola, all’estrema periferia Est di Monza. All’interno trovano due donne, madre e figlia rispettivamente di 40 e 20 anni. Il padre, un allevatore di 50 anni, è impegnato in una stalla qualche metro più in là. I tre, probabilmente rom, puntano una pistola alla tempia della ragazza, sparano un colpo intimidatorio e poi, per convincere le donne a collaborare, picchiano la più anziana con un colpo alla tempia. Infine, prima di fuggire con un bottino di ottomila euro, chiudono le proprietarie di casa in bagno.
Ancora violenza il 22 giugno 2006: due rapinatori di origine slava entrano nella villa di un geometra cinquantenne di Bustighera. Il proprietario, svegliato dal rumore, reagisce e viene colpito con calci e pugni. I rapinatori fuggono con la sua collezione di orologi e accendini e tentano di rubare l’auto, che poi sono costretti ad abbandonare lungo la strada.